Sicurezza
Caso 118, la Cisl pronta alla protesta in piazza
PISTOIA. La Cisl di Pistoia è pronta ad una mobilitazione di massa assieme alle associazioni di volontariato se la città non sarà sede della centrale del 118 nell’area vasta della Toscana centrale....
PISTOIA. La Cisl di Pistoia è pronta ad una mobilitazione di massa assieme alle associazioni di volontariato se la città non sarà sede della centrale del 118 nell’area vasta della Toscana centrale. Lo annuncia in conferenza stampa la segretaria provinciale Patrizia Pellegatti.«Il 25 febbraio sarà portata in discussione in consiglio regionale una mozione a firma di vari consiglieri regionali, tra cui l'ex presidente della Provincia di Pistoia Gianfranco Venturi. In quell'occasione, davanti alla sede della Regione manifesteremo insieme al volontariato, che è una parte estremamente importante di questo servizio, per far vedere la nostra determinazione del affinché si parli di qualità e di efficienza del servizio e non di politica».
Non va giù al sindacato cattolico che, alla scadenza del contratto di affitto della sede del 118 di Prato, il presidente della Regione Enrico Rossi abbia deciso di spostare la centrale pratese a Firenze, «una decisione inconcepibile – afferma la numero uno di viale Matteotti– nelle delibere si parla di territori omogenei dal punto di vista demografico ed orografico, per i quali Firenze doveva essere realtà a sé mentre Prato ed Empoli dovevano essere accorpati con Pistoia. I risultati si vedono: da cinque giorni viene segnalato che il numero verde a disposizione per le chiamate non funziona, oltre ad uno smistamento sbagliato nelle chiamate».
David Nucci, di Cisl Fp, aggiunge che i medici sono intervenuti sulla stampa parlando anche di cinque minuti di attesa nelle chiamate, chiedendo il rispetto delle norme regionali che stabilivano una verifica nel 2016 per la successiva riduzione delle centrali da sei a tre: «Vogliamo che Pistoia in quest’occasione possa giocarsi la partita disponendo dei requisiti –afferma – valutazione che non deve avvenire solo per volume di chiamate ricevute. L’accorpamento di Prato con Pistoia avrebbe aumentato il volume di chiamate del 50%, l’amministrazione regionale sta invece spostando i bacini di utenza per favorire la scelta di Firenze nel 2016». Nella recente visita a Quarrata Rossi ha parlato di due sole centrali nell’area vasta Toscana centrale, una per le attività ordinarie e di ambito sociale, gestita prevalentemente dal volontariato e che avrebbe sede a Pistoia, mentre l’altra si occuperebbe delle emergenze con sede a Firenze e gestita da personale sanitario. «Inaccettabile questa proposta –dichiara Pellegatti al riguardo – la Cisl non ci sta a scambi di tale tipo, la normativa regionale sancisce che Pistoia è la prima centrale 118 in Toscana nei requisiti e ed è tra i primi posti in Italia, la sede deve essere qui non per una questione di campanile ma di qualità del servizio».
Leonardo Soldati
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