Sicurezza
Breda rinuncia a 4 gare internazionali
Bloccate da Roma le offerte per 4 commesse. La Fim Cisl: «Un errore, non c’è volontà di rilanciare l’azienda»
PISTOIA. Metropolitane di Chicago e Lima, tram per San Francisco e Tel Aviv. Sono le quattro gare internazionali alle quali AnsaldoBreda ha dovuto rinunciare su pressante indicazione di Finmeccanica, impaurita che si rivelassero fonte di nuove perdite economiche. Ma in tutte e quattro il gruppo ferroviario pistoiese-napoletano aveva già ottenuto la cosiddetta “prequalifica”, piazzandosi fianco a fianco con i grandi rilvali internazionali, come Alstom, Bombardier o Siemens. Ciò significa che gli ingegneri avevano già messo a punto il progetto e gli uffici realizzato un’offerta completa: tutto lavoro sprecato, per il “diktat” di Finmeccanica.
Il Resoconto. Lo rivela il “Resoconto intemedio di gestione” al 30 settembre 2013, l’ultimo documento di bilancio pubblicamente disponibile per quanto riguarda AnsaldoBreda. La gara più appetitosa era senz’altro quella per i tram di San Francisco, dove c’erano in ballo 175 veicoli con un’opzione per altri 40, da consegnare a partire dal 2016. Il valore della commessa è di circa 2 milioni di dollari a vettura. AnsaldoBreda ha ottenuto la qualifica il 25 settembre scorso, dopo essere stata inizialmente esclusa, per i problemi meccanici mostrati dagli attuali tram, tutti made in Breda. Gli avversari delle prequalifiche (aggiudicazione entro giugno) sarebbero stati Kawasaki, Caf e Siemens.
Ma, come detto, AnsaldoBreda ha rinunciato. «Il fatto che i nuovi veicoli richiesti siano identici ai precedenti per dimensioni e architettura progettuale, anche se dotati di equipaggiamenti moderni e più performanti – si legge in una nota del consiglio generale Fim Cisl AnsaldoBreda – è un vantaggio competitivo fondamentale che AnsaldoBreda ha rispetto alla concorrenza, sia per lo sviluppo del progetto che per la costruzione dei veicoli». Si tratta di «un segnale molto negativo, che dimostra la mancanza di una vera volontà di risollevare le prospettive economiche e d’immagine dell’azienda». E in via Ciliegiole sono in tanti a pensarla nello stesso modo.
Gare bloccate. Tra l’altro lo stop alle gare ha coinvolto altre tre operazioni. Metro-Chicago, 100 veicoli per un valore di 150 milioni di dollari, AnsaldoBreda prequalificata e in gara con Bombardier, Kawasaki e Nippon Sharyo; metropolitana di Lima, fornitura di 47 treni a guida automatica, per 400 milioni di euro (qui erano in gara Alstom, Caf, Bombardier, Rotem e Siemens); tram per Tel Aviv, 90 mezzi per un valore si 220 milioni di euro, gli avvresari erano Alstom, Bombardier, Siemens, Vossloh, Stadler e Caf.
In tutti questi casi, lo stop è arrivato – secondo fonti sindacali – perché Finmeccanica non riteneva sufficienti i margini di guadagno previsti da AnsaldoBreda. Una preoccupazione che nasce dai disastrosi risultati delle ultime commesse, ma che si scontra con l’esiguità dei margini (4-5%) che il mercato ferroviario concede a tutti i gruppi.
I conti. Ma come stanno esattamente i conti di AnsaldoBreda? Il “Resoconto intermedio di gestione” fornisce i dati ufficiali al 30 settembre: l’azienda ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 309 milioni di euro (era stato 54 milioni l’anno precedente). Un drammatico “rosso” dovuto innanzitutto alla rescissione del contratto per i treni V250 per Olanda e Belgio (risarcimenti e incassi annullati) e a costi in più necessari a chiudere l’annosa vicenda dei treni Ic4 per la Danimarca. Tutta questa partita ha assobito 214 milioni di euro. Altri 96 se ne sono andati per perdite registrate nella commessa per i treni Vivalto e per alcune metropolitane italiane (Brescia, Roma e Circumvesuviana).
Ciò nonostante, Finmeccanica ha provveduto anche questa volta a ripianare le perdite e a ricostituire il patrimonio, interamente andato in fumo. Lo ha fatto nell’assemblea dei soci del 13 novembre scorso, cancellando il rosso e ricostituendo il capitale sociale del gruppo, di 55,8 milioni di euro.
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