Sicurezza
Tar contro Comune e Provincia sui nuovi impianti Magigas
Il tribunale amministrativo ha sospeso il “no” incassato dall’azienda che vorrebbe ammodernare le strutture della storica sede di Chiesina Montalese. Il 10 aprile già fissata l’udienza decisiva
PISTOIA. Braccio di ferro davanti ai giudici del Tar, il tribunale amministrativo regionale, tra Magigas e Comune e Provincia di Pistoia.
Il pomo della discordia è un vasto progetto di ristrutturazione e ammodernamento della sede storica dell’azienda, che si occupa di produzione e commercio di carburanti, e che si trova in via di Cafaggio, a ridosso delle case di Chiesina Montalese. Comune e Provincia (ma anche Asl, Arpa, vigili del fuoco) hanno bocciato nel luglio scorso il progetto: in quella zona il nuovo regolamento urbanistico del Comune (e, prima, il Piano strutturale) prevede l’allontanamento dei depositi di carburante e la realizzazione di altri alloggi. Di qui la decisione, formalizzata nella conferenza dei servizi del 22 luglio scorso, tutti d’accordo, di stoppare l’operazione.
Magigas però attribuisce grande importanza all’ammodernamento dei suoi impianti e non si è data per vinta. Ha fatto ricorso al Tar impugnando la decisione della conferenza dei servizi, contenuta nella deliberazione dirigenziale della Provincia di Pistoia dell’8 agosto scorso, ed anche il regolamento urbanistico del Comu ne (approvato nell’aprile 2013). E il Tar, rinviando la decisione su chi abbia ragione e chi no all’udienza del 10 aprile prossimo, ha intanto sospeso il “no” pronunciato dalla conferenza dei servizi.
Magigas è una delle aziende chimiche più importanti della provincia, con i suoi 32 dipendenti e un fatturato che nel 2012 ha superato i 20,5 milioni di euro. Il problema è che una parte rilevante della sua attività si svolge a Chiesina Montalese, a ridosso del centro abitato. E convivere con i grandi serbatoi di carburanti che si vedono bene anche dalla strada non è certo piacevole. Per questo il Comune ha indicato come soluzione ottimale lo spostamento dello stabilimento e la nascita, al suo posto, di alloggi. Una opzione che neanche Magigas vedrebbe male, viste le esigenze di espansione dei suoi siti industriali. Per questo già dal 2006 aveva chiesto che il Comune di Pistoia si rendesse disponibile a trovare un’altra collocazione alla sua attività.
Il fatto è – lamentano in azienda – che il regolamento urbanistico dello scorso aprile si è limitato a modificare la destinazione dell’area dello stabilimento, prevedendo edilizia sociale. E senza individuare una possibile nuova collocazione della Magigas.
Così anche il nuovo progetto di ammodernamento presentato dall’azienda, ha ottenuto un prevedibile “no”, visto che si chiede di ristrutturare gli impianti senza spostarli da via di Cafaggio. E non importa se Magigas prevede di ridurre l’impatto visivo e i volumi edificati, visto che in parte gli impianti verrebbero interrati. Ora, però, nella vicenda è entrata anche la giustizia amministrativa. E il 10 aprile saranno i giudici del Tar a dire la loro.
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