Sicurezza
«Il ponte di Mammiano non deve essere chiuso»
I due suicidi in cinque giorni hanno scosso residenti e operatori turistici: «Ma non crediamo che transennarlo sia una soluzione del problema»
MONTAGNA. Ponte Sospeso di Mammiano Basso, chiuderlo al pubblico oppure no? Se ne discute sulla Montagna dopo che venerdì sera si è verificato un nuovo suicidio. Un giovane di 30 anni, residente a Pistoia che ha deciso di dire basta gettandosi dalla passerella pedonale sospesa sul terrente Lima, la più lunga in Europa nel suo genere, che collega i versanti di due monti antistanti, l’uno nel comune di San Marcello l’altro nel territorio di Piteglio.
Una decisione tragica, quella di lanciarsi dal Ponte, che negli ultimi anni è divenuta sempre più frequente, come del resto sono aumentati i casi di suicidio in Italia. E in questi giorni non può non colpire. Perché il gesto del giovane pistoiese - laureato e in cura per depressione legata anche al fatto di non riuscire a trovare un lavoro stabile - è il secondo episodio nel giro di 5 giorni, dopo il caso di lunedì quando a uccidersi era stata una donna residente a Marliana, anch’ella depressa a causa di una malattia. L’episodio precedente risale a sei mesi prima e si riscontrano casi anche nel 2011 e nel 2010.
Fra gli abitanti di Mammiano Basso si respira un’atmosfera di incredulità e sconforto e per il Ponte Sospeso si accentua sempre più una doppia identità. Da un lato attrazione storica e turistica di prim’ordine per la montagna, dall’altro, però, la macabra celebrità come luogo prediletto per i suicidi. E, visto che nell’epoca dei social network la comunità locale e virtuale commenta ogni notizia, anche la più drammatica, su Facebook è partito il dibattito sull’opportunità di chiudere l’accesso al Ponte in via preventiva.
L’idea però non trova d’accordo gran parte degli abitanti del luogo per ragioni affettive e di ritorno turistico.
VIDEO / IL PONTE SOSPESO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
