Il Tirreno

Pistoia

Si uccide sulla Lima trentenne pistoiese fratello di politico

di Corrado Benzio ed Elisa Valentini
Si uccide sulla Lima trentenne pistoiese fratello di politico

Si è gettato dal Ponte sospeso: è il secondo caso in pochi giorni e ora si parla già di chiudere la passerella alla gente

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SAN MARCELLO. Aveva 30 anni, compiuti il 19 dicembre scorso. Trent’anni e una laurea, tanti sogni, un lavoro precario e qualche delusione.

Ora si parlerà di un morto da lavoro che non c’è, ma di sicuro c’è che il ragazzo era in cura per una leggera crisi depressiva.

Ma non è bastato perché ieri non arrivasse fino al ponte sospeso, lasciasse la macchina e raggiunto il ponte a piedi, si gettasse di sotto. Serve poco aggiungere, che è morto sul colpo.

Era arrivato al ponte sospeso sulla Lima nel pomeriggio di ieri. Aveva lasciato la sua casa di Pistoia e aveva risalito la statale fino al ponte. La macchina l’ha chiusa, si è messo le chiavi in tasca, ha percorso una cinquantina di metri e poi si è buttato.

Il corpo, là in basso, è stato scoperto solo intorno alle 17,30, quando l’oscurità stava calando sulla Montagna pistoiese.

Sono stati due fidanzati, che avevano deciso una passeggiata romantica per San Valentino, a scorgere giù in basso quel corpo senza vita.

È stato dato subito l’allarme. Sono arrivati i carabinieri, i vigili del fuoco, il 118, il soccorso alpino.

Da lontano il corpo straziato sembrava quello di un adulto, si parlava di un cinquantenne.

Non è stato semplice recuperare il corpo del ragazzo. Hanno provato da sotto, ma era praticamente impossibile. E allora, con l’area completamente isolata, si è provveduto con una difficile manovra di recupero dall’alto, ovvero dal ponte sospeso.

A quel punto, una volta recuperato il corpo senza vita, si è capito che era un giovane. In tasca la carta d’identità.

Si è subito avvertita la famiglia. Il giovane era uscito di casa la mattina, ma senza che la cosa destasse particolare attenzione o preoccupazione.

Poi la notizia arrivata la sera. Il ragazzo era molto conosciuto a Pistoia. Conosciuta soprattutto la famiglia con la sorella che aveva avuto importanti ruoli politici ed amministrativi.

Era laureato e aveva lavorato in maniera saltuaria. Era stato impegnato nel censimento di tre anni fa, aveva lavorato in una importante associazione di categoria qui a Pistoia.

La salma è stata composta nell’obitorio dell’ospedale di San Marcello. Il medico legale ha fatto una ricognizione esterna del cadavere. Non sembrano esserci misteri sulla vicenda: si è trattato di un gesto estremo rivolto contro la propria persona.

La notizia si è sparsa subito per Pistoia, suscitando dolore, in famiglia e fra gli amici. Ripetiamo la famiglia è molto consciuta.

Ma il suicidio dal ponte ha subito creato discussioni e anche polemica alla Lima ed in paese a San Marcello.

Si è avanzata anche l’ipotesi di chiudere ai pedoni il ponte più famoso della provincia di Pistoia e sicuramente uno dei più suggstivi di tutto l’Appennino.

Il motivo che sta alla base della richiesta di chiuderlo è molto, molto semplice. Il suicidio del giovane pistoiese arriva a poche ore, possiamo dire, dalla morte della donnadi 40 anni di Marliana.

Un’altra vicenda molto dolorosa, che già aveva suscitato lunedì scorso tante discussioni.

E’ chiaro che questi due suicidi in pochissimi giorni possono essere solo una casualità. E non si può certo dare la colpa l ponte. Purtroppo però ci sono sictuazioni e luoghi che vengono preferiti ad altri per questi gesti estremi.

Un esempio è il viadotto dell’autostrada nel tratto fra Lucca e Viareggio.

Un altro luogo tristemente famoso sono i Ponti di Vara. Si tratta degli scenografici ponti dove passava la ferrovia del marmo sulle Alpi Apuane. Ma in generale le cave di marmo di Carrara sono state, purtroppo, da sempre, luoghi dove ci si andava a gettare di sotto.

Insomma la suggestione è legittima come è legittima la voglia di chiudere tutto, sperando che episodi del genere non succedano più.

Ripetiamo, non è passata una settimana dall’altro suicidio. E non ne sono passate due da quando si gettò da un altro ponte in Montagna un’anziana signora tedesca.

Il suicidio di ieri colpisce per la giovane età del morto. Quando andiamo in macchina non si sa ancora se il ragazzo ha lasciato un messaggio in cui spiegava i motivi del gesto.

I carabinieri hanno trovato la macchina chiusa a chiave. Hanno dovuto aspettare il recupero del corpo per avere le chiavi.

Da parte del ragazzo nessun segnale dal suo profilo Facebook. Tanti quadri, molto colorati, e poi niente d’altro. Nessun accenno alla decisione che aveva preso, ma non ci sono nemmeno segnali del suo malessere esistenziale.

Oggi si saprà quando la salma verrà restituita alla famiglia e quando verranno svolti i funerali .

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