Toscana
Rossi doma la rabbia degli allagati «Anche lo Stato deve spendere»
A Ponte dei Baldi l’incontro con la gente che protesta per i lavori mai fatti sugli argini dei corsi d’acqua Il governatore ricorda: abbiamo stanziato 8 milioni e sbloccato i soldi per Querciola e Laghi Primavera
PISTOIA. Alle 14 in punto i cittadini sono già sul Ponte dei Baldi, Ferruccia, ad aspettare il “governatore”. Ingannano l’attesa attaccando gli striscioni preparati per l’occasione, con l’Ombrone che scorre sotto il sole del primo pomeriggio. “Signor Rossi venga a vedere la Brana, questi pezzi di nylon sono le riparazioni del Consorzio” si legge nei cartelloni. E ancora, scrivono dal Comitato per la qualità della vita Ponte dei Bini: “Signor Rossi è giusto che la Gida (l’azienda di depurazione acque al confine tra Prato e Agliana, ndr) butti tutto nel Calicino?”. Per il presidente della Regione, impegnato in un tour de force nei Comuni di Quarrata, Agliana e Serravalle, i Comitati della Piana contro le alluvioni, attraverso Daniele Manetti, hanno preparato anche una gigantografia delle riprese aeree fatte durante l’emergenza del 31 gennaio scorso, in cui Quarrata è una distesa d’acqua senza fine.Insomma, un’accoglienza davvero calorosa, quella riservata a Rossi dalla gente ormai abituata agli allagamenti. Poco dopo le 14 è tutto pronto. Persino le buche che 24 ore prima riempivano la strada, come spiega Brunero Banci di Ferruccia, sono state finalmente riempite. «Ci voleva la visita di Rossi».
Il presidente arriva a bordo della “sua” Punto a metano, seguito da sindaci e assessori. Quando mette piede sulla salita che porta all’Ombrone, la calca è inevitabile. Tutti vogliono raccontare al “governatore” che a Quarrata e Agliana (ma c’è anche una delegazione da Prato) si rischia di morire per una pioggia abbondante.
Lui chiarisce subito d’esser dalla loro parte. «Condivido la vostra protesta e la vostra rabbia» dice. Anzi, il più arrabbiato sembra proprio il presidente della Regione. Un’ora prima, dal salone affrescato di villa Màgia, dov’era per un convegno sul welfare, aveva detto: «non si può morire allagati per Maastricht». «Questa è la regione delle paludi. Se si guarda i vostri argini si capisce. Quanti politici – chiede ai cittadini appena arrivato sull’Ombrone – avete visto qui? Il Governo dov’è?». E rilancia l’appello a Roma: «Lo Stato metta almeno quanto mettiamo noi - 50 milioni di euro nel bilancio 2014 - per il territorio. Lo sapete invece quanto ha messo per tutta Italia? 30 milioni».
Sull’Ombrone, precisa inoltre, abbiamo stanziato 8 milioni di euro. E poi ci sono i “finanziamenti dormienti” che la Regione è riuscita a sbloccare, facendo ripartire opere fondamentali che si erano perse tra progetti, burocrazia e espropri, come la cassa d’espansione della Querciola, Quarrata, e quella ai Laghi Primavera, Pistoia, per trattenere acqua a monte. «L’Ombrone – spiega dal salone della villa medicea – s’è scoperto 2 anni fa, perché è andato di fuori. La bacchetta magica non esiste ma noi abbiamo riattivato una serie di finanziamenti che erano dormienti per colpa di alcuni enti». Che Rossi non specifica. «L’importante - taglia corto - è che ora siamo ripartiti».
Sul ponte dei Baldi lo fermano in molti, nonostante la visita ampiamente annunciata come breve. Di fatto, lo è stata. Ma poche decine di minuti son bastate ai cittadini per segnalare le tante problematiche legate al rischio idraulico. «Rossi – grida qualcuno nella calca – prevenzione! Bisogna controllare».«Abbiamo 17 teli sull’argine – continua un altro – Sa che vuol dire?».
«Almeno le somme urgenze – risponde il presidente - vanno fatte subito». Nella Piana però (spesso) sulla “somma urgenza” si mette un nylon, che poi resta lì per mesi, a volte anni, in attesa dell’intervento. «Al Calice – dice un membro del Comitato del Ponte dei Bini – abbiamo un mega depuratore che fa allagare tutta la zona. Siamo 15 famiglie sempre sott’acqua. Dovete indagare». L’ingegner Massini, della Regione, prende nota e soprattutto annuisce, perché tutte queste criticità sono già state segnalate agli enti.
Ci sono anche gli abitanti di Cason dei Giacomelli, Pistoia, minacciati dall’Ombrone ogni volta che il livello sale. Dai residenti di Vignole inoltre, arriva l’ennesima denuncia sugli allagamenti: «Due o tre anni fa non c’arrivava mai l’acqua in casa, adesso è un continuo. Ci sono tanti vivaisti da noi…Venga a vedere il fosso com’è ridotto» dice una signora al presidente.
Inevitabili le richieste sui risarcimenti danni e sulle risorse da impiegare a seguito delle emergenze. Rossi, anche qui, è d’accordo con i cittadini e parla di «ingiustizia» e di metri diversi usati a seconda delle Regioni. «A livello nazionale – aveva detto già un’ora prima, alla Màgia – non va bene che il Veneto, la Liguria e altri vengano trattati in un modo e la Toscana, con tutti i “santi” in paradiso che ha, di “sghei” ne veda pochi». «C’è bisogna – dice, prima di lasciare il ponte– di un governo vicino e amico, che su questi temi possa (la citazione pare quasi d’obbligo con Renzi premier, ndr) “cambiare verso”».
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