Il Tirreno

Pistoia

Tares, stangata del 50% in due anni

di Beatrice Faragli
Tares, stangata del 50% in due anni

Beneforti (Wwf): «I vantaggi del porta a porta spazzati via dalla nuova tariffa. Punito anche chi è virtuoso e differenzia»

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SERRAVALLE. «Tares, ovvero come ti ammazzo (le) residue energie (di) speranza». Il giudizio sulla tassa introdotta nel 2013, e adesso destinata nuovamente a cambiare, non poteva essere diverso per Marco Beneforti, del Wwf Pistoia, che nel giro di un paio d’anni si è ritrovato con un aumento in bolletta del 50%. Un salasso che diventa persino una “punizione economica” visto che il cittadino, com’è giusto che sia, è chiamato a differenziare i materiali.

Beneforti ha scritto al sindaco Patrizio Mungai per segnalare «lo scandalo» Tares. «Ha ragione lui – risponde il primo cittadino – Il sistema virtuoso che avevamo costruito è stato letteralmente spazzato via. Il problema è che non posso fare niente. Per adesso – aggiunge - la Tari resta un’incognita».

Marco Beneforti, oltre ad essere un militante ambientalista, fa parte di una piccola azienda di consulenza software di Serravalle Pistoiese: «160 metri quadri di ufficio, 7 persone, produzione di rifiuti indifferenziati pressoché nulla; tutto il resto, carta e plastica, viene correttamente differenziato. Non produciamo organico» spiega. Per lui il porta a porta scattato nel gennaio di 3 anni fa è stato una manna dal cielo: sia per ovvi motivi ecologisti, visto il suo impegno per l’ambiente, sia per ragioni economiche. «Il sistema che avevamo costruito – spiega Mungai – puntava sul quantitativo di rifiuti prodotti. Certamente – precisa – c’era chi pagava di più e chi meno, ma in questo modo nessuno pagava per la spazzatura degli altri. Il costo del servizio tra il 2012 e il 2013 – fa notare il sindaco – non è aumentato: quindi senza la Tares le bollette sarebbero rimaste invariate».

«Negli anni 2011 e 2012 – scrive Beneforti - la tassa sui rifiuti, calcolata su una parte fissa e su una variabile (gli svuotamenti settimanali dei bidoncini della raccolta multi materiale ed indifferenziato), è calata del 40% circa rispetto alla situazione che c’era prima del “pap”». Il sistema virtuoso basato sul vantaggio economico e sulla netta riduzione dei rifiuti, è stato però interrotto dalla Tares: «che – afferma Beneforti - ha spazzato via la parte variabile e viene calcolata unicamente sui metri quadrati e sul numero di occupanti».

Uno tra i casi più eclatanti è quello delle mostre di mobili quarratine, che producono pochissima spazzatura ma, per ovvie ragioni, hanno grandi superfici. «L’imposta – continua - è aumentata in maniera esponenziale: il 40% in più rispetto al periodo 2011-2012 e addirittura il 10% in più rispetto a quello precedente alla raccolta porta a porta».

Un vero scandalo per Beneforti. «Se non fossi militante ambientalista, mi chiederei a che cosa serve differenziare i rifiuti e minimizzare al massimo quelli non riciclabili, se poi il cittadino non solo non viene premiato, ma subisce addirittura una punizione economica?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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