Il Tirreno

Pistoia

Luci fuorilegge, strada al buio

Luci fuorilegge, strada al buio

Proteste a Gavinana, dove da mesi i lampioni sono spenti ma il Comune non può ripararli

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GAVINANA. Al buio da mesi perché i lampioni sono guasti e fuori norma. A raccontarci questa curiosa vicenda è Silvana Bolzoni, residente da 4 anni col suo compagno a Gavinana (nel Comune di san Marcello). Tutto cominciò alcuni mesi fa quando si guastò l’impianto di illuminazione pubblica a servizio della parte bassa del paese, nella zona compresa fra il pub La Stazione e la Fondazione Turati. Dopo varie segnalazioni telefoniche all’ufficio tecnico del Comune, andate a vuoto, la signora Bolzoni ha scritto una lettera aperta al sindaco Silvia Cormio. «Era mia intenzione inviarle una raccomandata, con conoscenza al presidente della Provincia, della Regione e del Procuratore della Repubblica di Pistoia, ma intanto ho deciso di scriverle pubblicamente - si legge nella lettera, riportata su Facebook - abito a Gavinana, in via della Ramoscina, e sono stufa di spendere soldi inutilmente per chiamare quasi ogni giorno il Comune per segnalare la mancanza dell’illuminazione pubblica. Dalla scorsa estate i lampioni non funzionano e so che anche altre persone della zona hanno telefonato». La situazione, in effetti, è alquanto curiosa. «Le nostre abitazioni, nelle notti senza luna, sono totalmente al buio - spiega ancora - bottino ghiotto per ladri e malintenzionati. Uno dei lampioni non funzionanti si trova lungo la strada provinciale, davanti al pub locale, dove durante il fine settimana c’è un bel via vai di ragazzi più o meno sobri con relativo pericolo. Per non parlare del giardino pubblico di fronte al pub, immerso in un buio profondo, dove a volte si sentono “strani” rumori. Per di più - prosegue la residente - stiamo parlando della strada che conduce alla Fondazione Turati dove c’è sempre un gran transito di pedoni che sulla sera vanno a far visita agli ospiti della struttura. Insomma, una vergogna». La signora Bolzoni, come altri vicini di casa, ha segnalato più volte il guasto senza ottenere granché. «Ogni volta che telefoniamo al Comune arrivano i tecnici a riattivare almeno una parte dei lampioni - racconta la cittadina - ma dopo un giorno o due è di nuovo blackout. L’ultima mia chiamata è stata la settimana scorsa, quando l’interlocutore mi ha spiegato il motivo del malfunzionamento. «C’è un cavallotto (una linguetta metallica che collega i terminali, ndr) che non funziona - mi ha detto - Non si può sostituire ho ribattuto, visto che ogni volta che segnaliamo il guasto il comune deve inviare sul posto la ditta appaltatrice, sostenendo i relativi costi? La risposta che ho ricevuto è che “no, non si può sostituire perché riparandolo l’impianto non sarebbe a norma”. La soluzione, dunque, sarebbe di rifare tutta la linea elettrica, ma occorre una delibera comunale che, vista la situazione finanziaria del nostro Comune, immagino tarderà molto ad arrivare». «Allora mi domando: è a norma avere una linea di illuminazione comunale che non funziona, con evidenti pericoli per chiunque passi in zona? Che cosa dovremmo fare noi residenti? Organizzarci con una pila, o spendere altri soldi come privati per tenere accese le nostre luci esterne? La cosa che più mi fa indignare – conclude Bolzoni- è che siamo costretti a pagare comunque per la luce di cui noi non fruiamo».

Elisa Valentini

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