Italia
Il marito voleva uccidere: 9 anni e mezzo
Condannato Elvis Gocaj, 32 anni, che inseguì sul tetto la moglie di 28 anni, madre di tre figli, fino a farla cadere giù
PISTOIA. La giovane donna in sedia a rotelle si rigira tra le mani i coloratissimi disegni delle figlie, il viso scaldato da uno splendido sorriso. A pochi metri da lei, dietro una porta, l’uomo che l’ha costretta su quella sedia a rotelle sta per essere condannato a nove anni e mezzo di prigione. Ma a lei non importa. «Venti anni, trenta, quaranta, non mi interessa. Voglio solo che stia lontano dalla mia vita».
Tribunale di Pistoia, ore 15,15 di ieri. Il giudice Patrizia Martucci ha appena pronunciato la pesante condanna nei confronti di Elvis Gocaj, 32 anni, albanese: nove anni e sei mesi per aver tentato di uccidere la moglie, Marte Bregu, 28 anni, albanese anche lei. Il 25 settembre dello scorso anno, in preda ad una furia cieca, al culmine di una lite nella loro casa di Ponte Stella, Gocaj impugnò una grossa ascia minacciando la donna, che cercò rifugio scappando da una finestra, sul tetto del capannone industriale sottostante. Anche il marito scese sul tetto inseguendo la donna, che – vistasi persa – riuscì anche a disarmare Gocaj, il quale però la fece cadere dal tetto. Un volo sull’asfalto dal quale Marte Bregu è uscita viva, ma con delle gravi lesioni alla spina dorsale, che adesso la obbligano su una sedia a rotelle.
Ad armare la mano di Elvis Gocaj era stata la gelosia nei confronti della moglie, accusata di volersi fare una nuova vita lontano da lui. Del resto la donna era l’unica in famiglia a lavorare regolarmente, come cameriera ad una pizzeria a pochi metri da casa, mentre lui, in passato dipendente di un materassificio, era costretto a lavorare a singhiozzo, saltuariamente, soprattutto nei vivai della zona.
Un’esistenza difficile e tormentata, quella della coppia albanese, condivisa dalla madre di Elvis, venuta appositamente dall’Albania a dare una mano con i figli (due femmine di 4 e 2 anni e mezzo e un maschietto di un anno) e dal fratello di Marte, 19 anni.
Secondo i conoscenti, il rapporto di coppia tra i due era praticamente esaurito da tempo. Ma le voci di un’altra storia che la moglie stava vivendo avevano comunque fatto scatenare l’ira del marito. Essere tradito gli era apparsa una prospettiva insopportabile. Comunque ai carabinieri spiegò di non aver voluto uccidere la donna ma solo spaventarla e di non averla gettata volontariamente giù dal tetto. Ma ad assistere alla scena c’erano diversi testimoni. E un ruolo nell’inchiesta l’ha giocato anche il filmato ripreso dalla videocamera di una azienda di fronte, che ha ripreso prima l’ascia che cadeva, subito dopo il corpo a terra di Marte Bregu. Più che sui fatti, comunque, il processo ha ruotato attorno alle ipotesi di aggravanti del tentato omicidio: la premeditazione e l’aver agito per futili motivi, entrambe sostenute dall’avvocato di parte civile e respinte dalla difesa.
Contro Elvis Gocaj si era aperto il giudizio immediato ai primi di febbraio. L’avvocato difensore aveva chiesto il rito abbreviato, che vale la riduzione di un terzo della pena. E ieri in tribunale si è svolta la seconda e ultima udienza, con gli interventi degli avvocati e del rappresentante della procura, che per l’occasione non era il pm dell’indagine, Francesco Sottosanti, ma Renzo Dell’Anno, che ha concluso la sua arringa chiedendo una pena di sei anni di reclusione per il marito.
L’udienza iniziata quasi alle una, è proseguita fino alle 14,30, quando il giudice Patrizia Martucci si è ritirata in camera di consiglio. Quest’ultima è durata un’ora circa, al termine della quale è arrivata la sentenza, molto più pesante della richiesta della pubblica accusa. Elvis Gocaj è stato condannato a 9 anni e mezzo, 3 e 6 mesi in più della richiesta della procura. Pene accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la sospensione della potestà genitoriale.
La difesa ha subito annunciato che proporrà ricorso. Intanto, però, Marte tornerà, forse con un po’ di speranza in più, alla sua dura lotta quotidiana per tornare a camminare e per stare vicina ai suoi tre figlioletti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
