Gioco
Breda, tavolo a Roma il 19 sul futuro dell’azienda
I sindacati bocciano l’ad di Finmeccanica Pansa che continua a parlare di vendita e rilanciano l’idea di un polo nazionale dei settori “civili” della holding pubblica
PISTOIA. La prossima data da segnare con il cerchietto rosso per AnsaldoBreda è mercoledì 19 febbraio. Per quel giorno è fissato al Ministero dello sviluppo economico un’altra riunione del tavolo tecnico sulla situazione del gruppo ferroviario pistoiese napoletano.
Si dovrebbe parlare innanzitutto dello stabilimento di Reggio Calabria, ma inevitabilmente la discussione scivolerà sul futuro del gruppo, alla luce anche delle ultime dichiarazioni dell’ad di Finmeccanica Alessandro Pansa alla commissione attività produttive di Montecitorio. Pansa ha ribadito l’urgenza, per Finmeccanica, di cedere AnsaldoBreda, fonte di perdite non più sopportabili. E ha sottolineato anche che i suoi progetti sono interamente condivisi dal governo.
L’incontro del 19 sarà un banco di prova, visto che sarà presente il sottosegretario Claudio De Vincenti. Ci saranno anche i rappresentanti dell’azienda e i sindacati. Questi ultimi coglieranno l’occasione per riproporre la loro ricetta favorita per il futuro del gruppo ferroviario: dar vita ad un polo nazionale che metta insieme le aziende (tutte o in parte) cosiddette “civili” di Finmeccanica. Vale a dire Ansaldo Sts e AnsaldoBreda (ferroviario), ma anche Breda Menarini (bus) e Ansaldo Energia.
Adelmo Barbarossa, vicesegretario nazionale dell’Ugl, ha rilanciato ieri la proposta di un polo complessivo trasporti più energia. «Dagli incontri avuti finora – si legge in una nota – Finmeccanica ha dimostrato di non ritenere più strategico il comparto ferroviario ai fini del suo core business. Per questo motivo chiediamo al governo di portare AnsaldoBreda dentro un contenitore industriale tutto italiano, dimostrando di saper agire con quella sinergia che finora non abbiamo avuto il piacere di vedere e coinvolgendo tutti i soggetti che potrebbero offrire serie prospettive di rilancio all’azienda ed un reale contributo anche per la definizione del tanto auspicato piano nazionale dei trasporti. A partire ad esempio da Trenitalia, che oggi acquista materiale rotabile anche dalla concorrenza, e da Ntv che chiama Italo un treno fatto in Francia (dalla Alstom, ndr)».
Stessa impostazione per il segretario Uilm Giovanni Contento, che rilancia l’idea di un polo pubblico limitato però al settore ferroviario, quindi con protagonisti AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. Contento critica innanzitutto le ultime dichiarazioni di Pansa sulla vendita del gruppo ferroviario. «Mentre l'Europa punta a investire sulla mobilità, nelle infrastrutture su rotaia, sulla produzione di materiale e mezzi ferroviari, una delle più grandi aziende industriali del Paese fa l'esatto opposto».
«Mai come ora – sottolinea Contento rivolgendosi poi al governo – chi prenderà in mano le redini della politica industriale del Paese dovrà puntare su un polo del settore ferroviario, base di una piattaforma trasversale utile sia alle aziende di Finmeccanica che di Fincantieri.
« Questo è il progetto da realizzare e in cui crediamo - continua l’esponente Uilm – per questo sono inaccettabili i tanti cartelli di vendita che qualcuno impone ai pezzi pregiati della nostro manifatturiero. Le scelte finanziarie valgono quando sostengono l'industria, invece di dismetterla».
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