Sicurezza
«Turismo sanitario» per evitare le attese
Montalti: tante famiglie in difficoltà riescono così a curarsi presto. Ma chi non può muoversi?
PISTOIA. Non è fatto solo di ticket da pagare il costo che spesso la povera gente deve pagare per avere esami e visite mediche. Ci sono anche le chilometriche liste di attesa, da anni una piaga aperta della sanità, certo non solo pistoiese.
Il problema sono i pochi fondi a disposizione delle Asl, che non consentono di allargare le prestazioni erogabili. Anzi, in certi casi si dminuiscono: proprio la Misericordia rivela che in 18 mesi il loro budget di prestazioni erogabili in convenzione è stato abbassato in totale di 100.000 euro, quasi il 15%.
Ma è solo una questione di risorse? «Certe volte viene il sospetto – commenta Roberto Fratoni, segretario dell’Arcicofraternita – che dietro ci sia anche una scelta di politica sanitaria, per scoraggiare il ricorso troppo frequente a certi esami».
Resta il fatto che nella morsa a rimanere schiacciate sono le famiglie in difficoltà. Che devono ingoiare liste di attesa lunghissime non potendo permettersi la sanità tempestiva (ma a caro prezzo) non convenzionata.
Oppure si fa come racconta il dottor Beppino Montalti, tra i più noti medici di famiglia pistoiesi. «Si alimenta il turismo sanitario. Certe strutture convenzionate non hanno tetti per chi viene a c urarsi da altre Asl. Io, ad esempio, mando tanti pazienti a Marzabotto, dove c’è una struttura del genere. Si ottengono esami aspettando pochi giorni. Ma chi non ha un mezzo per arrivarci, chiaramente, è escluso».
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