Sicurezza
Tre condanne per la morte di Tarlati
Rogo al poligono: 18 mesi di reclusione all’allora presidente del Tiro a segno al direttore e al responsabile delle pulizie
PISTOIA. Un anno e sei mesi di reclusione per Daniele Cecchi, Carlo Rocchi e Paolo Banci. Un anno e sei mesi (con la sospensione condizionale della pena) per tutti e tre gli imputati nel processo per la morte del fotografo Riccardo Tarlati nel rogo scatenatosi al poligono del Tiro a segno nazionale di via dei Macelli, il 24 luglio del 2008. I tre erano chiamati a rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Il giudice monocratico Luca Gaspari, ha deciso dopo mezz’ora di camera di consiglio, per la condanna dell’allora presidente del Tiro a segno Daniele Cecchi, il direttore di tiro Carlo Rocchi e il responsabile delle pulizie Paolo Banci. Per quest’ultimo, il pubblico ministero Giuseppe Grieco aveva invece chiesto l’assoluzione.
Il rogo mortale si verificò nella zona del poligono definita linea dei 100 metri: una struttura ibrida, in quanto il tiratore si trova al chiuso e spara ad un bersaglio esterno distante 100 metri attraverso una piccola finestrella nella parete di fronte, a qualche metro da lui. In quel terribile 24 luglio 2008, Tarlati stava sparando con il fucile insieme ad altri due soci, quando la scintilla emessa da una delle armi (quella di Marco Maccioni, che però risulterà in perfette condizioni) appiccò il rogo che in pochi istanti trasformò in un inferno gli stand delle linee di tiro. Gli altri riuscirono a sfuggire alle fiamme: non così Tarlati, che fu trovato dai soccorritori all’interno dello stand, probabilmente ucciso (come dirà il consulente medico legale) dalle esalazioni di fumo prima che dall’intenso calore.
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