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Pistoia

Marcia di rabbia lungo i binari

Marcia di rabbia lungo i binari

In 200 alla manifestazione pro Porrettana: «Che strani i problemi per sistemare la frana di Torri...»

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PISTOIA. Un pellegrinaggio vero e proprio, sfidando la pioggia, il vento e le cattive condizioni atmosferiche. Ieri circa 200 persone si sono presentate nel piazzale del ristorante La Cugna per partecipare alla manifestazione “Porrettana: arrivederci a presto! Non gettiamo la spugna, troviamoci alla Cugna” organizzata dal comitato Viva La Porrettana Viva assieme a Legambiente Pistoia.

La rabbia dei pendolari, la solidarietà di chi magari il treno lo prende una volta l’anno, lo sconforto di pensionati che si sono ritrovati senza il più comodo mezzo di trasporto. Ma la volontà di combattere c’è, come dimostra il percorso, circa 6-700 metri, coperto per raggiungere il luogo della frana che dallo scorso 5 gennaio ha interamente bloccato il passaggio dei treni lungo la Porrettana poco prima della stazione di Corbezzi. E proprio quella era il luogo da raggiungere solo che sabato una decina di operai di Rfi hanno recintato tutta la zona e l’accesso alla galleria che separa lo smottamento da Corbezzi. Nessun dramma: strada alternativa, piena di frasche, acqua e terra, ma tutti pronti a scendere fino ad arrivare accanto alla ferrovia. «Dopo un mese non sappiamo ancora niente di quel che succederà – spiega Samuele Pesce di Legambiente – e quindi c’è bisogno di farsi vedere: non vogliamo contestare le istituzioni, almeno per ora, ma far vedere che intorno alla Porrettana c’è interesse. La domanda è semplice: cosa succederà a giugno?».

I primi ad essere penalizzati sono i pendolari che fino ad un mese fa usufruivano ogni giorno del servizio ferroviario, ridimensionato, e che ora si ritrovano al palo. «Da 40 anni usavo il treno da Castagno a Prato – ci racconta Stefano Martini che abita proprio a Castagno – ma adesso siamo completamente isolati: se una mattina siamo bloccati con l’auto non possiamo muoverci. Ed anche il servizio sostitutivo, per noi, è inefficiente: per chi abita al Castagno, la fermata è prevista a La Cugna, cioè a sette chilometri».

«Ci sentiamo tagliati fuori dal mondo – afferma Riccardo Bisconti, anche lui di Castagno – il servizio sostitutivo ci penalizza: prima, se si doveva svolgere una commissione, si scendeva a Pistoia col treno nel tardo pomeriggio ed alle 19,40 eravamo di nuovo a casa. Adesso non lo si può più fare e questo vale per tante persone: cosa succede agli anziani di Corbezzi che, ora anche senza ufficio postale, per riscuotere la pensione devono andare a Capostrada?».

Per il momento sono servite poco anche le lettere di protesta in Provincia e Regione. «Mi sembra – aggiunge Massimiliano Niccolai di Sammommè che si presenta alla manifestazione con una storica lampada ereditata dal nonno usata per la costruzione della galleria di collegamento con Pracchia – che qualcuno ci prenda in giro: prima i problemi legati al movimento dei camion per portare il materiale, poi il rimpallo di competenze con le istituzioni locali. Ma non è tanto semplice trasportare il materiale sulla ferrovia? Quando la Porrettana è stata costruita come ci si muoveva? È evidente che questa linea la si vuole chiudere visto che tutte le proposte lanciate dai cittadini sono state lettera morta».

Saverio Melegari

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