Il dolore
Quella frana che travolse Lizzano
Iniziativa con gli studenti a duecento anni dalla scampata tragedia
LIZZANO. È il 10 febbraio 1814. Una parte del paese di Lizzano Pistoiese viene spazzata via da un’enorme frana dopo che le forti piogge hanno intriso e gonfiato il terreno provocando il crollo di parte del monte. Per fortuna lo smottamento è stato previsto e la popolazione riesce a fuggire rifugiandosi nei borghi vicini.
«Non solo le suore – racconta il libro “Il Castello di Lizzano”, scritto dalla storica locale Laura Lotti – ma tutti gli abitanti si salvarono scampando dalla frana spaventosa che alle 6 di mattina coinvolse tutta la zona per lo smottamento del terreno sotto il borgo di Lancisa: le mura delle case si squarciarono, i tetti si inclinarono e persero il loro equilibrio per cui precipitarono trasformandosi in un ammasso di rottami ...”.
A 200 anni di distanza, che ricorrono domani, gli abitanti di Lizzano non dimenticano l’evento che cambiò per sempre le sorti del loro paese, oggi frazione di poche anime nel comune di San Marcello eppure nel Medioevo prima sede dei Capitani della montagna. Così, l’associazione “Gli amici dei Murali”, assieme al Comune di San Marcello e all’istituto comprensivo, ha organizzato un’iniziativa per ricordare e far conoscere agli studenti montani questa pagina di storia.
«Già lo scorso anno abbiamo iniziato con la pubblicazione del libro di Laura Lotti – spiega Annapaola Lori, referente dell’associazione – Nel giorno dell’anniversario, tuttavia, abbiamo pensato di coinvolgere i giovani che troppo spesso non conoscono le loro radici e questo porta ad una disaffezione verso i propri luoghi di origine. L’assessore alla politiche culturali Alice Sobrero ha accolto con entusiasmo la nostra idea. Domani 67 studenti delle scuole primaria e media di San Marcello visiteranno i luoghi della frana, i cui segni sono ancora visibili nel paesaggio, e le principali emergenze storiche di Lizzano, a partire dalla chiesa, che è la più antica della montagna, accompagnati dall’archeologa Cristina Taddei. Poi faranno merenda nell’antico convento. Saremmo felici di raccogliere anche altri partecipanti». (e.v.)
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