Il Tirreno

Pistoia

La Tasi ci costerà il doppio dell’Imu

Il Comune manterrà invariata l’aliquota ma la nuova imposta sulla casa non ha le detrazioni della precedente

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PISTOIA. Iuc e Tasi al posto di Imu e Ici. Nel marasma delle nuove tasse, c’è almeno qualche certezza in più per i pistoiesi. È già stato detto che l’Imu a Pistoia non si paga, a differenza di molti comuni vicini, ma c’è subito pronta la Tasi per le abitazioni principali che sostituisce la prima. Questa è la brutta notizia. Quella meno brutta è che, per scelta politica precisa del Comune, non sono previsti aumenti rispetto alla semi-vecchia Imu. A comunicarlo è lo stesso sindaco Samuele Bertinelli, in una lunga nota informativo-riflessiva in cui non manca di attaccare in modo pesante le scelte del governo sulle imposte locali. Iniziamo dagli aspetti più concreti, quelle di cosa aspetta per le tasche dei pistoiesi, fornendo anche qualche simulazione su quanto pagheranno.

Le nuove Iuc e Tasi. Dopo un anno di dibattito politico concentrato sulla abolizione dell'Imu e la confusione generata dalla perdurante incertezza sulla effettiva copertura finanziaria da trasferire ai Comuni, il governo ha dato vita alla nuova tassa sugli immobili, la Iuc: una manovra regressiva che è destinata a colpire - secondo Bertinelli - le fasce più deboli della popolazione. In primo luogo, l'Imu non è cancellata, ma resta in via definitiva per le case di lusso, seconde abitazioni e altri fabbricati. Per le abitazioni principali viene introdotta la Tasi (tassa sui servizi indivisibili), che vale anche per gli altri immobili, ma con la differenza che non sono previste le detrazioni dell'Imu (200 euro per tutte le prime case, e 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni di età). Il paradosso è che i pochi proprietari di case di lusso, sull'Imu, continuano a godere di queste detrazioni, mentre la più parte di coloro che possiedono case, anche modeste, devono pagare interamente una tassa misurata sulla stessa base imponibile. Per quanto riguarda le detrazioni, poi, finora sono state soltanto annunciate e, comunque, se saranno confermate, dovranno essere finanziate attraverso l'aumento delle aliquote Tasi, ovvero ridistribuendone il carico sui contribuenti.

Casa: si pagherà quasi il doppio. Facciamo l’esempio di un’abitazione principale di famiglia composta da 3 componenti (1 figlio), rendita catastale media di 500 euro, cat. A/3. Il calcolo sul 2014 è stato effettuato immaginando un valore medio - cioè allo 0,17% - dell' aliquota Tasi (non ancora definita) sull'abitazione principale. Nel 2012 con l’Imu il contribuente pistoiese pagava 500 + 5% x 160 x 0,4% = € 336 (imposta lorda). C’erano però 200 euro di detrazione fissa più 50 per il figlio convivente. Alla fine veniva un’imposta netta di 86 euro. Per il 2013 i pistoiesi non hanno pagato niente. Per il 2014 lo stesso contribuente non dovrà pagare niente di Imu, ma gli tocca la Tasi . Si parte dallle stesse 500 + 5% x 160 x 0,17% = 143 euro. Questa è l’imposta netta dovuta e non sono previste detrazioni.

Il gettito Imu finanzia i Comuni non virtuosi. È il paradosso che vuole sottolineare Bertinelli. Pistoia fa parte di quei comuni che non hanno aumentare l'aliquota base dell'Imu oltre il 4 per mille, ma hanno scelto di tagliare pesantemente la spesa interna (personale, utenze, manutenzioni). Però questo mancato gettito non toccherà a Pistoia, e quindi ai suoi cittadini, ma agli altri Comuni in difficiltà perché, sottilinea il sindaco “non viruosi”. «Questo è il contrario del federalismo municipale, e il contrario di quella "solidarietà comunale" che beffardamente definisce il Fondo nazionale», conclude Bertinelli.

Francesco Albonetti

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