Sicurezza
Il Comune aspetta dallo Stato un milione e mezzo di euro
PISTOIA. Governo timido sulle riforme, senza i tagli auspicati agli sprechi e sui costi della politica e che «preferisce distribuire sul territorio il suo debito pubblico, che cresce di oltre 300...
PISTOIA. Governo timido sulle riforme, senza i tagli auspicati agli sprechi e sui costi della politica e che «preferisce distribuire sul territorio il suo debito pubblico, che cresce di oltre 300 milioni ogni giorno». E Pistoia deve è in credito con lo Stato di oltre un milione e mezzo di euro. Questo in estrema sintesi il contenuto della dura lettera che il sindaco Samuele Bertinelli ha inviato al presidente del Consiglio Enrico Letta. La lettera elenca infatti i contributi che lo Stato deve versare al Comune di Pistoia, ma che non ha ancora trasferito, come quello per il funzionamento degli uffici giudiziari, di cui, scrive il sindaco «non ci è ancora stato assegnato il saldo di 280.000 euro per il 2012, né l'acconto per il 2013 di 700.000 euro». «Il ritardo nell'erogazione di poste tanto rilevanti - prosegue Bertinelli - ci ha indotti a valutare, in queste ore, se vi siano i presupposti per diffidare il governo e, in caso di persistente inerzia, di avviare il conseguente, inevitabile, contenzioso. In questo contesto risulta ancora più importante l'azione delle associazioni di rappresentanza dei comuni e degli enti locali; l'anno scorso abbiamo deciso di uscire dalla Lega delle autonomie perché riteniamo sia necessario dare forza e autorevolezza ad un nuovo soggetto unitario capace davvero di rappresentare le esigenze di tutti i comuni, a partire da quelli di piccole e medie dimensioni che rappresentano la grande maggioranza degli enti locali italiani».
Il Comune di Pistoia, fa presente il sindaco, con la manovra del 2012 ha preso con i propri cittadini l'impegno di non inasprire ulteriormente, per quanto di sua competenza, la pressione fiscale locale e di sviluppare, anzi, forme di più incisivo sostegno nei confronti delle famiglie disagiate e delle imprese che non hanno più risorse da investire in crescita e posti di lavoro. «È un impegno che abbiamo fin qui onorato (ad esempio con il raddoppio del fondo di esenzione per la tariffa sui rifiuti, le agevolazioni a favore delle categorie più penalizzate dall'introduzione della Tares, il rifinanziamento del contributo in conto affitti, le agevolazioni sui servizi educativi) e che cercheremo di rispettare anche quest'anno, nonostante la manovra del governo e la situazione di incertezza derivante dai possibili ulteriori cambiamenti che potranno essere introdotti». Il sindaco parla di taglio «radicale» operato alla spesa interna, anche «attraverso un processo importante di riorganizzazione della struttura - che proseguirà - e una drastica riduzione di tutti i beni, mobiliari e immobiliari, non strategici per l'ente, cioè per i cittadini pistoiesi».
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