Sicurezza
Assegno di Ciancimino: assolto
Ex agente immobiliare ha passato 5 anni di calvario giudiziario
PISTOIA. Quello di Massimo Ciancimino è un nome che negli ultimi anni ha riempito le cronache: figlio dell’ex sindaco di Palermo, testimone di giustizia prima, indagato per calunnia, concorso in associazione mafiosa e concorso in riciclaggio di denaro poi. Ma quel nome, per un ex agente immobiliare pistoiese resterà per sempre sinonimo di una graticola giudiziaria andata avanti per quasi cinque anni e conclusasi con un’assoluzione piena due giorni fa. Portava infatti la firma del tanto discusso imprenditore siciliano l’assegno di 10.000 euro che Giuseppe Pacini, 67 anni, domiciliato a Monsummano, mise all’incasso in una banca di Pistoia il 13 settembre 2006, due giorni prima che Ciancimino presentasse denuncia per smarrimento, dando il via così all’iter che portò al rinvio a giudizio dell’ex agente immobiliare per il reato di ricettazione.
Quell’assegno, in realtà, come dimostrato in aula l’altra mattina dall’avvocato difensore Giuseppe Roscitano, Pacini lo aveva ricevuto da un giovane che aveva detto di essere a Montecatini per affittare un appartamento per Ciancimino: mille euro erano il compenso per l’agente, 3mila il corrispettivo per tre mesi di pigione, 6mila Pacini li aveva restituiti al sedicente intermediario. Tuttavia, due giorni dopo il versamento Pacini aveva ricevuto la telefonata della sua banca che gli contestava l’operazione. Da lì, le indagini dei carabinieri, l’accusa di ricettazione e il rinvio a giudizio, con l’aggravante, tra l’altro di una recidiva infraquinquennale inesistente. Dopo cinque anni, la fine dell’incubo.
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