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Pistoia

Abusi sulla figlia dei vicini: condannato

Abusi sulla figlia dei vicini: condannato

Il 66enne pensionato, arrestato lo scorso settembre, aveva attirato la bambina nella cantina condominiale

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PISTOIA. Lo aveva confidato al fratellino, e poi ai genitori. E dopo l'intervento dei carabinieri e della procura, la bambina, di otto anni appena, lo aveva ripetuto anche allo psicologo infantile nominato come consulente tecnico dal pm: quel vicino di casa l'aveva convinta a seguirlo nella cantina condominiale, dove lui riparava biciclette, e lì le aveva baciato le parti intime. Un racconto giudicato perfettamente credibile dal perito e dalla procura della Repubblica, e in base al quale il gip del tribunale aveva emesso l'ordinanza di custodia cautelare che, il 28 settembre scorso, ha portato in carcere, con l'accusa di violenza sessuale, un pesciatino di 66 anni.

Ieri mattina, l’uomo, di cui non scriviamo le generalità per non rendere identificabile la sua giovanissima vittima, è stato condannato, come chiesto dal pm Claudio Curreli, a 5 anni di reclusione. Un processo con il rito abbreviato celebrato direttamente davanti al giudice delle indagini preliminari, Roberto Tredici, che, come pena accessoria a quella detentiva ha applicato all’imputato, che si trova sempre agli arresti domiciliari, la misura di sicurezza del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori e dell’obbligo di comunicare alla polizia giudiziaria tutti i suoi spostamenti e gli eventuali cambi di residenza. Misure che resteranno in vigore per almeno un anno: sarà di volta in vola il magistrato di sorveglianza a valutare, alla scadenza, se prorogarle, dopo aver considerato il grado di pericolosità sociale dell’uomo.

I fatti oggetto del processo di ieri mattina (la richiesta di rito abbreviato è arrivata dallo stesso avvocato difensore) risalgono al 17 luglio dello scorso anno. Oltre al racconto della giovanissima vittima, l'ordinanza cautelare prima, e la condanna poi si sono basate anche su altri indizi probatori, tra cui la testimonianza di alcuni genitori che abitano nello stesso condominio: in precedenza avevano notato atteggiamenti particolarmente affettuosi dell'uomo nei confronti dei loro figli ma non avevano mai avuto certezze sul fatto che potessero significare qualcos'altro.

Le indagini dei carabinieri erano scattate in seguito alla denuncia sporta dai genitori della bambina, che aveva raccontato loro, dopo averlo confidato al fratellino, ciò che le era accaduto nella cantina in cui, a Pescia, il vicino di casa svolgeva la sua attività amatoriale di riparazione. Come detto, il racconto della bambina - che comunque ha, secondo i magistrati, un'età in cui realtà e fantasia sono già ben distinte tra di loro - è stato verificato da un perito psicologo, che ha ritenuto che le sue parole corrispondessero alla verità.

Inoltre, durante l’interrogatorio di garanzia in carcere, pochi giorni dopo l’arresto, il 66enne pesciatino aveva ammesso le sue responsabilità, confermando quindi la versione della piccola vittima. Proprio grazie a questo aveva ottenuto gli arresti domiciliari, naturalmente non nella sua residenza ma in un’abitazione fuori dal comune di Pescia.

La pena prevista dal codice penale per il reato di violenza sessuale su un minore che non ha compiuto ancora i dieci anni di età (articolo 609 ter) va dai 7 ai 14 anni di reclusione. Grazie ai benefici previsti per chi chiede di essere processato con il rito abbreviato, allo stato degli atti (il che comporta un risparmio di tempo e di risorse per lo Stato), l’imputato ha potuto ottenere lo sconto di un terzo sulla pena base di partenza.

Massimo Donati

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