Il Tirreno

Pistoia

Nel 2013 la provincia ha perso 200 aziende

Nel 2013 la provincia ha perso 200 aziende

I saldi peggiori fra iscrizioni e cessazioni nel settore delle costruzioni, vivaismo e metalmeccanico

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PISTOIA. Il 2013 si è chiuso con un ulteriore indebolimento del sistema delle imprese pistoiesi. Il saldo fra le imprese iscritte e quelle cessate dall'inizio dell'anno è pari a -184 unità corrispondente ad una riduzione dello 0,6%. In crescita il numero delle procedure concorsuali avviate nell'anno. L'imprenditoria pistoiese nel 2013 mostra, nel suo complesso, un andamento negativo con un tasso di crescita del numero delle imprese attestatosi a -0,6%. Alla data del 31 dicembre 2013 il numero delle imprese iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Pistoia è risultato essere pari a 32.909, di cui 28.685 attive. Fra queste, le imprese artigiane registrate sono state 9.955 (9.912 le attive). Nell'anno, a fronte di 2.157 nuove iscrizioni, sono cessate ben 2.341 imprese (escludendo le cancellazioni d'ufficio), con un saldo negativo di -184 posizioni.

Particolarmente difficile è la situazione del settore "costruzioni" che registra una riduzione pari a -3,8%; lo stesso dato attribuibile alle sole imprese artigiane è ancora peggiore (-4,7%). In flessione anche l'"agricoltura, silvicoltura e pesca" con ben 237 imprese cessate a fronte di 83 imprese nuove iscritte; il saldo negativo (-134) genera un tasso di crescita di -4,1%. Tra i comparti in negativo anche le "attività manifatturiere" che, con un saldo negativo di 131 imprese tra le iscritte e le cessate, ed un tasso di mortalità quasi doppio del tasso di natalità (6,1% contro 3,2%) porta ad avere un indice di crescita di -2,8%. Fra i settori più colpiti del manifatturiero spiccano l'industria metalmeccanica legata alla fabbricazione di macchinari (-7,1%), l'industria del mobile (-3,1%) e l'intero settore moda con una perdita totale di 83 imprese e un tasso di crescita pari a -4,5% con riferimento al tessile, a -3,4 per quanto concerne l'abbigliamento e a -5,1% relativamente alla lavorazione di pelli cuoio e fabbricazione calzature. Positivi solo i risultati della riparazione, manutenzione e installazione di macchine (+3,2%) e della "fabbricazione dei prodotti farmaceutici" (+25%), peraltro del tutto residuale come presenza sul territorio.

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