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Pistoia

Movida, i residenti chiedono controlli e attaccano bar e pub

Movida, i residenti chiedono controlli e attaccano bar e pub

Contestati anche i titolari dei locali che si sono impegnati a non vendere dopo le 23 e a pulire in strada: «Non ci basta»

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PISTOIA. Uno, riportare l’inquinamento acustico a decibel accettabili. Due, i titolari di locali diano la disponibilità a pulire un po’ più in là della pertinenza dell’attività. Tre, ed è il motivo per cui tramite il sindaco il Comitato dei residenti del centro storico ha chiesto un incontro al prefetto Mauro Lubatti, si potenziato il servizio di controllo sulla Sala dopo la mezzanotte.

Controlli. «Gli agenti della Polizia municipale - sottolinea Andrea Sabatini, presidente del Comitato - sono troppo pochi, non bastano le sere d’estate». È successo piuttosto di frequente che si siano accesi gli animi già scaldati da birra e liquori. «E alcune volte siamo intervenuti anche noi. Quando ci va bene - dice Sabatini - ci tirano la bottiglia alla finestra. Da maggio in poi saremo punto e a capo. Vorremmo più agenti, e quando si parla di carabinieri e polizia l’unico che può dire la parola finale è il prefetto. Abbiamo chiesto un incontro tramite il sindaco Samuele Bertinelli e aspettiamo di venire convocati».

Qualche carabiniere e poliziotto in più insomma, magari in borghese. «Solo in un’ottica di controllo, non per reprimere. Quello che vediamo dopo una certa ora sono ragazzi alticci... un agente in più può far comodo».

Il Comitato condivide parzialmente la bozza di proposta inviata dai titolari dei locali del centro agli uffici comunali, nuove proposte per modificare gli aspetti ancora controversi del protocollo sulla movida firmato a giugno del 2011. Gli esercenti propongono di mantenere invariati gli orari di chiusura, e si dichiarano disponibili a non vendere più bottiglie di vetro dopo le 23. Sono d’accordo sul regolare gli impianti stereo su livelli decisi insieme ai residenti e anche su maggiori controlli delle forze dell’ordine. Il documento è firmato da praticamente tutti i titolari dei locali di piazza della Sala e dintorni.

Rumore. Per quanto riguarda la diffusione della musica, se nell’accordo del 2011 si parlava di piombatura, stavolta la proposta è di installare impianti tarati sulla base delle indicazioni fornite da tecnici scelti dai gestori e dai residenti.

Ricordiamo che l’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che il livello tale da non creare disturbi alla salute umana sia inferiore ai 55 decibel. «Era ampiamente superato - afferma Sabatini - secondo lo studio sull’inquinamento psicoacustico condotto da due studenti universitari sulla Sala la scorsa estate».

Orari. I ristoratori si impegnano «salve festività particolari» a rispettare come orario di chiusura: nel periodo invernale alle 2 il venerdì, sabato e e prefestivi e alle 1 negli altri giorni. Alle 2 anche i giovedì d’estate, alle 1 gli altri giorni. Dalla chiusura inizieranno le operazioni per rimettere sedie e tavoli, e saranno rimossi bottiglie, bicchieri, piatti, oggetti di plastica e vetro «che abbiano pertinenza con l’attività».

Vendita. L’auspicio è che venga potenziato il servizio di raccolta dei rifiuti, con l’installazione di contenitori o isole ecologiche. Poi c’è l’impegno a «sensibilizzare i clienti in merito a un consumo moderato, consapevole e responsabile, anche attraverso l’affissione di apposito materiale informativo».

I residenti, che già vedono «un po’ lunga» la chiusura alle 2, vorrebbero che gli esercenti pulissero anche oltre la pertinenza. «Publiambiente passa all’alba, per ore le strade sono un immondezzaio. I ragazzi portano le bottiglie ben oltre la pertinenza del locale».

Il confronto è aperto.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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