Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco guastafeste «Un errore puntare soltanto sulla neve»

Il sindaco guastafeste «Un errore puntare soltanto sulla neve»

Secondo Ceccarelli solo diversificando l’offerta turistica si possono evitare i flop condizionati da meteo e frane

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CUTIGLIANO. «Sulla montagna pistoiese il turismo non può essere solo neve: annate come queste lo dimostrano». Il sindaco di Cutigliano ed albergatore Carluccio Ceccarelli prende spunto dalla stagione meteorologicamente difficile e riapre il dibattito sulle carenze dell’offerta turistica. «Contro il tempo non si può fare niente - ha esordito Ceccarelli - ma si possono attutire i danni diversificando l’offerta. Un fattore come la neve, che dà lavoro solo per 3-4 mesi l’anno, può rappresentare un 20% del motore turistico, ma dobbiamo smettere di illuderci di poter sopravvivere solo grazie agli sciatori del fine settimana e a chi in estate fugge dalla città per difendersi dal caldo». «In inverni di maltempo come l’attuale - prosegue - la gente non sale in montagna perché non sa cosa fare, mancando alternative allo sci». «Occorre ripensare l’intera politica di investimenti sulla montagna, fare uno sforzo per sviluppare settori che fino ad ora sono stati penalizzati da una politica che ha concentrato tutte le risorse sullo sci alpino ed i sistemi di innevamento, senza una pianificazione ma solo con interventi puntuali, boccate d’ossigeno dettate per lo più dall’emergenza. Se tali risorse, milioni e milioni di euro, fossero state spese con maggiore oculatezza, ad esempio per valorizzare la sentieristica, le emergenze naturalistiche e storiche che abbiamo e che sono di grande valore, forse non accuseremmo la crisi in modo così forte». «Siamo la montagna per eccellenza del centro-sud Italia, ci troviamo ad un’ora di distanza dalle vicine città e, nonostante ciò, non abbiamo un marchio unitario che ci identifichi e non riusciamo ad ottenere visibilità. Una situazione certo frutto di una mentalità sbagliata che non ha mai voluto concepire e programmare uno sviluppo comprensoriale della montagna. La mancata realizzazione del collegamento fra Pian di Novello e la Val di Luce, cosa che avrebbe dato vita ad un comprensorio sciistico nel vero senso del termine, dettata da sottese politiche d’interesse e che ha portato alla chiusura delle piste di Campolino, la parte della montagna forse più vocata allo sci, ne è la dimostrazione tangibile».

Elisa Valentini

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