Il dolore
«Stop all’ubriacatura ecologista»
Dissesto, secondo Capecchi (Pdl) si deve tornare a governare la natura
PISTOIA. L’emergenza frane è al centro della riflessione di Alessandro Capecchi, consigliere comunale del Pdl e presidente commissione urbanistica a Pistoia. «Dopo decenni di ubriacatura ecologista, i risultati sono sotto gli occhi di tutti - scrive - La nostra montagna, le nostre colline, in assenza dell'intervento dell'uomo, dei terrazzamenti, della cura quotidiana di scoli e piccoli fossi, della pulizia di argini e briglie, si sbriciolano». Da sola la natura non può garantire sviluppo e benessere, dice Capecchi: «Non è così, non lo è mai stato. Almeno per l'uomo. Le strade che oggi vengono ad essere interrotte sono state ricavate spesso andando ad inserirsi con tagli e muraglioni, sagomature, ponti e rinforzi, laddove prima vi era il normale corso dei fiumi, la cui forza ed erosione da sempre agisce sulle montagne che li circondano. La stessa Porrettana, osannato esempio di ingegneria, costruita 150 anni fa, è stata ricavata violentando colline e montagne, e perfino il paesaggio. Che paga evidentemente un prezzo altissimo anche agli impianti di risalita, ai rifugi, alle strade tagliafuoco, alle dighe. Ma quali prospettive potrebbero avere bar, alberghi, ristoranti, aziende e privati senza queste opere?» E le forze della natura riprendono il loro posto «in assenza di un'opera costante di manutenzione di boschi e pendii, di rinforzo e ripulitura, mettendo a rischio strade, ponti e ferrovie, costruzioni e capannoni». «Non vi è nulla di eccezionale in ciò che accade - prosegue Capecchi - e la ripetizione costante di certi fenomeni testimonia la loro inevitabilità, sistematicità, dannosità».
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