Il Tirreno

Pistoia

Statale 12 riaperta ma sono arrivate decine di disdette

di Elisa Valentini
Statale 12 riaperta ma sono arrivate decine di disdette

Le squadre hanno tolto la frana a tempo di record La protesta dei sindaci: «Ci sentiamo isolati e presi in giro»

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MARCELLO. È di nuovo aperta dal tardo pomeriggio di ieri la strada statale 12 del Brennero, interrotta da giovedì causa di una grossa frana che aveva ostruito la carreggiata in località La Lima. Una riapertura a tempo record, rispetto alle iniziali previsioni che parlavano almeno di 3-4 giorni, se si considera la quantità di materiale distaccata: circa 300 metri cubi fra terra e piante che una trentina di uomini fra Anas ed operai sono riusciti a rimuovere dopo due giornate di lavoro senza interruzione e con l’ausilio di 6 camion. Per fortuna la pioggia ha dato una tregua nel corso della notte permettendo di lavorare sul cantiere illuminato da una torre faro. Un lavoro colossale tecnici e maestranze possono andare fieri. Già da ieri sera gli operatori turistici hanno attivato subito un tam tam via web e telefono per informare della riapertura della ss12. Ciò tuttavia non cancella i danni economici. Uno per tutti il caso della Val di Luce dove oggi sarebbero dovuti arrivare 6 pullman Gt (più di 300 persone) di sciatori che, non potendo transitare sulle due strade provinciali alternative, hanno rinunciato. D’altronde il ritornello oramai è conosciuto: solo nel gennaio di quest’anno due frane hanno interessato il tratto di ss12 La Lima-Cutigliano che nel gennaio 2013 restò interrotto per circa una settimana. Insomma gli anni passano, il sentimento di abbandono sulla montagna resta, come hanno ribadito ieri mattina i sindaci in una conferenza stampa. «Ci sentiamo sempre più isolati - ha esordito il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio – i nostri comuni si trovano in una situazione disastrata e le frane di questi giorni sono la conseguenza della mancanza di interventi strutturali a monte. Non è solo una questione di perdite economiche, ma ne va anche della sicurezza di chi transita sulle nostre strade». Meno evidenti sono i retroscena che determinano lo stato di inerzia e di incuria. «Non accetto che io ed i miei colleghi sindaci veniamo accusati per disattenzione nei confronti del nostro territorio - ha ripreso il sindaco di Piteglio, Claudio Gaggini - abbiamo fatto di tutto, nei limiti delle nostre capacità, per sollecitare interventi preventivi. Le leggi per intervenire ci sono e dal 2008 il consorzio di bonifica ha ultimato uno studio molto puntuale sulle maggiori criticità lungo i versanti delle nostre strade, e relative opere di rimozione per un totale di 450mila euro, che noi sindaci abbiamo trasmesso a tutta una serie di enti sovraordinati. Nessuno ci ha mai fornito risposta. Io stesso ho commissionato un ulteriore studio sul versante delle ss12 che interessa il mio Comune che non ha ricevuto minima considerazione». La richiesta unanime è di mettersi ad un tavolo con i vari enti, dalla Provincia, alla Regione, ai consorzi di Bonifica, al Prefetto, all’Anas per decidere gli interventi strutturali atti a rimuovere il problema in maniera definitiva. «Ad Abetone viviamo di turismo - ha ripreso il sindaco Giampiero Danti - gli impianti di risalita ogni giorno aprono sapendo di essere in perdita perché non abbiamo una viabilità seria. Ad Abetone ci sentiamo sempre più vicini al versane modenese dove c’ è una politica molto più attenta alla montagna. Credo che per la Regione sia arrivato il momento di fare delle scelte, dirottando investimenti importanti sulla montagna che finora quasi niente ha ricevuto». «La sensazione di abbandono - ha detto il sindaco di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli - è avvertita anche dalla società civile. Se la situazione sulla montagna pistoiese è questa però, credo che sia necessario fare anche un mea culpa poiché in tutti questi anni non siamo riusciti a far comprendere a Firenze e a Roma quelle che davvero sarebbero le potenzialità di uno sviluppo comprensoriale del nostro territorio e le difficoltà che la nostra comunità fronteggia in ogni periodo dell’anno. Una debolezza che di recente non è riuscita a fare valere nemmeno il diritto fondamentale per i cittadini di esprimere la loro volontà attraverso il referendum(per il comune unico, ndr)».

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