Il dolore
Quei prezzi gonfiati e poi scontati: ecco la vera truffa dei saldi
La Finanza multa 4 negozi del centro per le pratiche commerciali scorrette. E 23 boutique non fanno scontrino
PISTOIA. La Guardia di Finanza ha pasato al setaccio il centro nei giorni caldi dei saldi di fine stagione.
Lo si evince da un comunicato inviato dalle Fiamme Gialle di Pistoia. Se i saldi non sono stati poi così bollenti (la crisi incombe sempre di più), le scorettezze da parte dei commercianti non sembrano essere così minime.
Da segnalare, nel comunicato delle Fiamme Gialle una pratica commerciale molto scorretta da parte di alcuni commercianti. Una pratica di cui si aveva già sentore. Non a caso per poter scoprire l’inghippo le Fiamme Gialle hanno fotografato prima del 4 gennaio (il sabato di anti-vigilia della Befana in cui la Toscana ha dato il via alle svendite nell’abbigliamento) tutta una serie di abiti, pantaloni, scarpe.
Tornando dopo il 4 gennaio negli stessi esercizi hanno messo un attimo per scoprire che in 4 casi – non sono pochi – i prezzi erano stati gonfiati, rispetto all’originale – e poi scontati. Con il risultato finale che al consumatore sembrava di fare un affare, mentre si trovava a pagare l’articolo allo stesso prezzo di quanto costava nel periodo natalizio.
Una brutta storia, visto che mina la fiducia che ha il consumatore nei confronti del venditore.
Ma leggiamo il comunicato della Finanza. Che parte con il problema della mancata emissione dello scontrino fiscale da parte dei negozi di abbigliamento.
« Sul versante dei servizi a tutela della leale concorrenza tra commercianti e del consumatore durante i “saldi”, i finanzieri, dal 4 gennaio, hanno constatato 23 mancate emissioni di scostrino fiscale, 22 violazioni da parte di esercenti che avevano omesso di indicare sui cartullini della merce il prezzo pieno, quelli in saldi e la percentuale di sconto e 4 casi di pratica commerciale scorretta, ai sensi dei codice del consumo, visto che negozianti avevano esposto in saldi vari articoli di abbigliamento e di pelletteria dopo averne aumentato il “prezzo pieno” di una percentuale pari a quella di sconto».
Insomma oltre ai prezzi gonfiati, la Finanza si è trovata di fronte al classico caso di chi mette un prezzo finale di offerta, senza stare a specificare, come prevede la legge n materia, che ci sia il prezzo iniziale quello scontato finale ma anche la percentuale di sconto».
Si ignora se la Finanza abbia rilevato anche la pratica ormai ampiamente usata di anticipare i saldi, presentandoli in maniera mascherata.
Una pratica, diciamo la verità, legata al fatto che passato il Natale, in genere nessuno compra niente. E allora, alla fine, si rischia di perdere giorni e giorni di incassi in attesa del 4 gennaio.
Non a caso da parte di molti commercianti c’è la richiesta di anticipare le svendite a subito dopo il Natale (che è poi l’unica vera festa dei regali, con la Befana relegata a festa dei bimbi ed un Capodanno dove difficilmente si compra un vestito nuovo per festeggiare la mezzanotte).
Infine la Finanza riporta di avere controllato anche tutto il settore delle griffe falle e dell’abusivismo su piazza.
Nei giorni caldi dopo Natale sono stati sequestrati circa 2000 articoli contraffatti o privi del marchio CE (cover per telefonini e borse con i falsi marchi Prada e Louis Vuitton) a 3 venditori abusivi d’origine extracomunitaria sorpresi nel mercato di Pistoia, per un valore complessivo di circa 10.000 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
