Il Tirreno

Pistoia

la chiusura dei macelli

La coop Carni non pagava l’Enel

Secondo il Comune ha accumulato debiti per 105mila euro

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PISTOIA. Il licenziamento del personale della cooperativa settore carni non è un atto imputabile al Comune, ma alla decisione dell'azienda di chiudere l'attività. Lo scrive l’amministrazione comunale di Pistoia dopo la notizia della chiusura dei macelli comunali. «La cooperativa è stata posta in liquidazione con atto notarile del 13 dicembre 2013 - si legge in una nota del Comune - come comunicato attraverso una lettera all'amministrazione; pertanto la cooperativa ha già deciso di chiudere la propria attività. Il 30 dicembre scorso il Comune ha intimato alla società di liberare i locali e la stessa ha risposto che lo avrebbe fatto». Una volontà, sostiene la giunta, confermata in un incontro avvenuto nei primi giorni di gennaio tra l'amministrazione e la cooperativa durante il quale sono stati concordati i tempi di rilascio dei locali. «Pertanto la società aveva deciso di chiudere l'attività prima dell'intimazione del Comune. Va inoltre sottolineato che la cooperativa settore carni deve pagare al Comune 105mila euro di costi dell'energia elettrica, accumulati negli ultimi tre anni, come previsto nell'affidamento del servizio. Nonostante le rassicurazioni, dichiarate dalla cooperativa nei numerosi incontri effettuati, sul saldo del debito, ad oggi la società deve ancora pagare la cifra: ed è un preciso dovere dell'amministrazione recuperare risorse pubbliche». La cooperativa, dice ancora il Comune, come previsto nel bando di partecipazione per l'affidamento dei locali dei macelli comunali in comodato gratuito, «avrebbe dovuto realizzare la separazione delle forniture di energia elettrica, intervento mai realizzato. Anche in questo caso il Comune ha sollecitato numerose volte la cooperativa a realizzare l'intervento, mai eseguito».

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