La manifestazione
«Da Ciampolini, ambiguità e promesse»
Patrizio La Pietra (Pdl) accusa il sindaco di Agliana sull’inceneritore e sul rischio idraulico
AGLIANA. Botta e risposta tra il sindaco Eleanna Ciampolini e il capogruppo del Pdl in consiglio provinciale Patrizio La Pietra, dopo che quest’ultimo aveva attaccato nei giorni scorsi il primo cittadino su alcuni punti del suo nuovo programma elettorale. L’esponente del centrodestra ha messo in dubbio l’onestà di alcune proposte presentate come prioritarie per il nuovo mandato. Due soprattutto i punti messi alla berlina: la chiusura dell’inceneritore di Montale e l’assetto del territorio. «Adesso la Ciampolini promette di chiudere l'impianto - si legge nel comunicato inviato da La Pietra ai giornali - ma durante il suo mandato, quando poteva prendere degli impegni precisi e mettere dei paletti fermi, in diverse occasioni non lo ha fatto». Per il consigliere provinciale l’amministrazione aglianese avrebbe mantenuto una posizione ambigua sull’ampliamento dell’inceneritore previsto dal piano interprovinciale dei rifiuti. Diversamente da Montale, come viene ricordato nella nota, che si sarebbe opposta fin dal primo momento. «Per l'assetto idrogeologico la Ciampolini dichiara che non ci saranno mai più alluvioni nel territorio di Agliana. Sarei curioso di capire come - prosegue il capogruppo del Pdl – Il comune di Agliana si è opposto agli studi dell’Autorità di Bacino dell’Arno e si è ben guardato nell’adeguare, a queste nuove disposizioni, il suo piano strutturale e il regolamento urbanistico, continuando a dare la possibilità di costruire la dove c’è un concreto ed alto rischio di inondazioni». Ma la risposta del sindaco non si è fatta attendere. Ha richiamato una dichiarazione fatta su Il Tirreno del 12 ottobre 2013, in cui precisava che in caso di «incidenze maggiori di malattie derivanti dall’impianto, dovremo decidere di chiudere l’inceneritore». Ma la contrarietà di Ciampolini e della sua amministrazione al termovalorizzatore non nasce con l’indagine epidemiologica avviata lo scorso autunno. «Ho portato in consiglio comunale, il 25 giugno 2013 – si legge nella risposta del primo cittadino – un atto di indirizzo approvato a maggioranza (compresi i consiglieri Barontini, Zucchelli e Papi) in cui si affermava la contrarietà all’ampliamento da 150 t/g a 225 t/g senza se e senza ma e si sottolineava l’impegno a lavorare per una riconversione o per una chiusura dell’impianto». Non passa inosservata neppure l’accusa relativa al rischio alluvionale e alla presunta indifferenza dimostrata dal Comune nei confronti dell’Autorità di Bacino. «Abbiamo approvato un piano strutturale e un regolamento urbanistico che recepiscono, per la parte a sud della superstrada, le indicazioni di pericolosità idraulica previste dall’autorità di bacino e quindi non c’è già più alcuna possibilità di nuovi insediamenti».
Massimo Vitulano
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