Sicurezza
La coop Ca.Gi. si difende «Noi estranei all’inchiesta»
PISTOIA. Ci sono sei indagati nell’inchiesta aperta dalla procura della repubblica di Pistoia su un traffico di lapidi cimiteriali riciclate e vendute al nero. Oltre all’ispettore comunale dei...
PISTOIA. Ci sono sei indagati nell’inchiesta aperta dalla procura della repubblica di Pistoia su un traffico di lapidi cimiteriali riciclate e vendute al nero. Oltre all’ispettore comunale dei servizi cimiteriali Nicola Livi e agli imprenditori Gerardo Delle Rose (titolare di un negozio di fiori), Paolo Pisaneschi (marmista)e Stefano Lupi (titolare di un’attività di vendita lapidi e arredi funerari), sono coinvolti nell’inchiesta anche due necrofori, Guido Tesi e Alessandro Tonini. Il primo si è dimesso alcuni mesi fa.
Per il Comune di Pistoia il servizio è stato affidato due anni fa ad una associazione temporanea di imprese, costituita dall’emiliana Manutencoop e dalla pistoiese Ca.Gi.. Quest’ultima azienda precisa di partecipare «all’associazione temporanea di imprese per una quota del 20%, interessandosi di custodia cimiteriale e pulizie, per la cui attività impieghiamo due invalidi civili. I nostri operatori risultano estranei agli eventi recentemente apparsi sui quotidiani locali».
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