Il dolore
Scoperte due case di riposo fantasma
Gli 11 anziani ospiti, quasi tutti non autosufficienti, erano assistiti da personale privo di qualunque tipo di abilitazione
PISTOIA. Nessuna insegna, niente targhetta a fianco del citofono. All’apparenza, viste dall’esterno, delle abitazioni come tante altre. In realtà si trattava di due case di riposo completamente abusive. Come hanno avuto modo di constatare carabinieri del Nas e polizia municipale di Pistoia, che, l’altra mattina, si sono presentati alla porta d’ingresso con i mandati di perquisizione alla mano: all’interno, complessivamente, 11 anziani, quasi tutti non autosufficienti, tra cui una nonnina di 101 anni.
Prive di tutti i requisiti strutturali, dimensionali e organizzativi previsti dalle normative, le due Rsa fantasma, secondo i primi accertamenti, erano in funzione già da alcuni anni. Una a Pistoia, in via Zanzotto, nella zona industriale di Sant’Agostino, in un moderno stabile che ospita uffici al piano terra e, al piano superiore, quattro appartamenti di proprietà di una società, collegati tra loro e trasformati, appunto, in casa di riposo. L’altra in via di Baco, sulle colline di Cantagrillo, ricavata nella dependance della villa in cui abita (assieme alla sorella gemella che ne è la proprietaria) la donna che è ritenuta la gestrice delle due attività fuorilegge: si tratta di una 54enne pistoiese che già nel 2011 era stata diffidata dopo che i vigili urbani avevano eseguito un controllo in un’abitazione di viale Arcadia dove sospettavano che vi fosse una casa di riposo abusiva. In quell’occasione non scattò alcuna denuncia penale (all’interno fu trovato un solo anziano), questa volta invece la donna è stata iscritta nel registro degli indagati con le accuse di esercizio abusivo della professione sanitaria e per abbandono di persone incapaci.
Le indagini. L’indagine, coordinata dal pm Francesco Sottosanti, è stata portata avanti dai carabinieri del Nas di Firenze e dalla Polizia municipale di Pistoia (in particolare dalla sezione di polizia giudiziaria), con la collaborazione anche dei carabinieri della Stazione di Casalguidi.
Come spiegato ieri mattina in conferenza stampa dalla comandante della polizia municipale, Annalisa Giunti, e dal comandante del Nas di Firenze, il capitano Fedele Verzola, il 22 novembre scorso un cittadino si era presentato al comando dei vigili urbani per protestare: un suo familiare anziano non era stato accettato in una Rsa attiva in città. Un semplice controllo, ed è venuto fuori che di questa struttura l’Asl non ne sapeva nulla: era abusiva. A quel punto, la polizia municipale ha chiesto la collaborazione del Nas, fondamentale per quanto riguarda l’aspetto sanitario dell’indagine.
Il blitz. I controlli all’interno delle due strutture sono scattati poco dopo l’alba del 20 gennaio scorso. Per non mettere a disagio gli anziani ospiti, carabinieri e vigili si sono presentati in borghese, fingendo con loro di essere familiari in visita. Ad accompagnare le forze dell’ordine, anche due medici geriatri messi a disposizione dall’Asl 10 di Firenze: lo scopo più immediato era quello di verificare situazioni di maltrattamento o di trascuratezza, ma tutti gli ospiti erano adeguatamente seguiti.
Nella struttura al primo piano di via Zanzotto 117, hanno trovato otto ospiti (due uomini e sei donne), di cui solo uno autosufficiente, un anziano che, come ormai da anni, si prendeva cura in prima persona della moglie costretta a letto dall’Alzheimer. Ad aprire la porta agli investigatori, una sedicente volontaria, che stava per finire il turno di notte e che, a quanto sembra, doveva essere sostituita a breve dalla collega del giorno, che doveva anche aiutarla a preparare la colazione. Entrambe, comunque, prive di qualunque tipo di abilitazione infermieristica o assistenziale.
Nella casa abusiva di Cantagrillo, invece, erano ospitati tre donne, una delle quali di 101 anni. Ad accudirle, anche qui, una donna (anche lei esercitava l'assistenza alla persona e la professione infermieristica senza aver mai conseguito il previsto titolo abilitativo) che dormiva in una stanza ricavata sotto un soppalco.
I costi. Le due strutture, naturalmente, non erano pubblicizate attraverso i canali ufficiali, ma i familiari degli anziani ospiti ne erano venuti a conoscenza attraverso il passaparola: «In città tutti la conoscevano» ha detto uno di loro. La “retta” per la casa di Pistoia andava dai 1.500 ai 1.800 euro al mese: una quota fissa di 800 euro pagata formalmente come affitto alla società proprietaria degli appartamenti (le ricevute sono state trovate in possesso della gestrice: sono in corso accertamenti per capire se la società è riconducibile a lei), più una variabile a seconda del tipo di assistenza richiesta. In ogni caso, un prezzo assai concorrenziale visto che quasi tutte le Rsa private partono dai 3.000 euro al mese. Naturalmente se non si tiene conto dei rischi di affidare anziani che richiedono cure e che devono assumere farmaci anche “importanti” a persone non abilitate.
Gli anziani. Al momento solo due aziani (due dei tre ospiti della casa di Cantagrillo) sono stati trasferiti: uno nell’Rsa di Marliana, l’altro è tornato in famiglia. Tutti gli altri vivono ancora nelle due due strutture, in attesa che il sindaco di Pistoia e l’Asl 3 decidano in quali Rsa spostarli. Naturalmente, nel frattempo, saranno seguiti, oltre che dai due geriatri fiorentini, anche da personale specializzato.
Massimo Donati
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