Attenzione
Ok allo skilift della Doganaccia
Contrordine da Roma: proroga di un anno all’impianto scaduto. Ancora al palo la sciovia del Gomito
ABETONE. Se raccontassimo ad alcuni ignari la storia vissuta nell’ultimo anno dalle sciovie del monte Gomito di Abetone e del Faggio di Maria a Doganaccia, con vita tecnica scaduta nel 2013, probabilmente penserebbero ad uno scherzo. E invece è arrivata proprio ieri l’ultima beffa di una vicenda che pare destinata a non finire. Sono stati approvati dal Senato i due emendamenti presentati dal gruppo del Psi, guidato da Riccardo Nencini, per estendere, in sede di conversione del decreto Milleproroghe, l’applicabilità della proroga concessa sulla vita tecnica anche agli impianti scaduti prima del 31 dicembre 2013. Si ricorda infatti che, nonostante proroga di 6 mesi fosse stata inserita ad hoc per i due skilift montani (ed un altro impianto in provincia di Parma), la successiva interpretazione restrittiva fornita dal ministero dei Trasporti ne ha decretato l’inapplicabilità a tali impianti poiché già scaduti al momento della sua entrata in vigore. A confermare in tarda mattinata la notizia dell’approvazione dell’emendamento - che una volta passato alla Camera potrebbe consentire la ripartenza degli skilift nel giro di una decina di giorni - sono stati i sindaci di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli e di Abetone Giampiero Danti, ognuno tramite i propri contatti a Roma. Da allora è iniziato il tam tam di telefonate per capire la portata dell’emendamento (4.21 e 4.22) il cui testo chiede di estendere la proroga da 6 a 12 mesi, rendendola applicabile anche agli impianti inattivi da non più di 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (o in altre parole a quelli scaduti fra giugno e dicembre 2013). Il nodo sta proprio in questo lasso temporale che se da un lato include e “salva” lo skilift del Faggio di Maria, dall’altro esclude ancora una volta la sciovia del Gomito (scaduta a fine stagione 2012/2013). Non tutto però è perduto. «L'emendamento accolto oggi - dichiara il senatore Nencini - rappresenta solo una prima conquista per evitare danni incalcolabili alle stazioni sciistiche italiane in piena stagione turistica. Ci siamo battuti molto perché questa proroga fosse più ampia, di almeno 18 mesi e valesse anche per gli impianti con le autorizzazioni scadute prima dell'ultimo semestre 2013. In ballo ci sono strutture di aree altamente strategiche come l'Abetone e questo sarebbe un ennesimo schiaffo alle economie locali. Continueremo nel nostro impegno ripresentando l'emendamento alla Camera nella versione integrale (che prevede proroga di 18 mesi anche per gli impianti scaduti nel corso dell’anno solare 2013, ndr) in attesa di un intervento legislativo che elimini il concetto di vita tecnica, equiparando la normativa italiana a quella delle provincie a statuto speciale e alle direttive europee».
Elisa Valentini
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