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Pistoia

Mobile ancora in picchiata (-8%) nel terzo trimestre 2013

MONTALE. Un nuovo studio condotto dalla banca Intesa Sanpaolo per conto della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia fotografa la situazione dei distretti produttivi toscani in relazione al terzo...

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MONTALE. Un nuovo studio condotto dalla banca Intesa Sanpaolo per conto della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia fotografa la situazione dei distretti produttivi toscani in relazione al terzo trimestre del 2013.

A fianco delle eccellenze della nostra regione, compaiono anche il settore del mobile di Quarrata e il settore tessile, sviluppato soprattutto nella zona della Piana, dove l’influsso pratese si fa sentire maggiormente rispetto ad altre aree della provincia. Eppure anche la nuova indagine non lascia dubbi.

Ci sono settori che, grazie ad esportazioni verso paesi come la Germania, la Gran Bretagna, la Russia, la Cina e gli Emirati Arabi hanno potuto assistere ad un incremento degli ordini.

Ma tra questi fortunati non sembra esserci il mobile di Quarrata. Secondo lo studio di Intesa Sanpaolo il settore ha registrato una contrazione dell’8%, addirittura peggiore di quella che ha colpito la medesima industria nel circondario di Poggibonsi-Sinalunga. Non tutto è perduto però.

Negli ultimi 7-8 anni c’è stata una riconversione delle aziende quarratine, che hanno orientato i loro prodotti verso target di lusso. – afferma Paolo Spadoni, coordinatore della Cna Produzione di Pistoia – Prima l’80% delle aziende del mobile si rivolgeva al mercato europeo, mentre adesso la proporzione è sensibilmente mutata. L’Europa si trova da anni in una fase di stagnazione, per questo l’unica possibilità di ripresa può derivare da quei mercati, come il russo o l’arabo, che dispongono di una grande ricchezza e sono interessati ai nostri prodotti».

Poco migliore sembra la situazione del settore tessile. Secondo l’indagine di Intesa Sanpaolo, le esportazioni sarebbero aumentate del 3,8%, grazie all’incremento nelle vendite di filato e maglieria. Rimangono invece negative le esportazioni di tessuti che hanno registrato una flessione dell’ 1,5%. Secondo Aldo Piantini, noto imprenditore di Montale, le imprese hanno bisogno di essere sostenute nel tentativo di aprire nuovi mercati esteri.

«Le istituzioni devono cercare di fare la loro parte, riducendo la pressione fiscale che grava sugli operatori del settore e inevitabilmente provoca pesanti ricadute sul costo del lavoro. – dichiara Piantini – È necessario che la politica si faccia carico della lotta alla concorrenza sleale, che fonda i suoi guadagni sul sommerso e mina alle fondamenta la capacità di una reale ripresa».

Massimo Vitulano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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