Il Tirreno

Pistoia

vertenza della cgil

In 7 mesi pagato un solo stipendio

In 7 mesi pagato un solo stipendio

Il caso delle lavoratrici dell’azienda di pulizie Service One

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Al lavoro senza riscuotere. Famiglie da mantenere, bollette e mutui da pagare e le ore di lavoro non retribuite. «Da giugno abbiamo riscosso uno stipendio». Il conto è rapido, la rabbia tanta. Una dei cinque dipendenti in forza alla Service One ha pronte le dimissioni, gli altri (tre donne e un uomo) ci stanno pensando e probabilmente seguiranno la stessa strada. È un caso limite, quello dell’azienda di pulizie di Sant’Agostino, una storia di precarietà del lavoro le cui radici non affondano solo nella crisi economica. Qui ci sono problemi di vario tipo addotti a giustificazione dal titolare e un accordo (datato ottobre 2012) firmato tra il sindacato e lo stesso titolare per garantire la regolarità delle retribuzioni. Con l’accordo Massimiliano Gavazzi, 43 anni, pistoiese, si era impegnato a pagare gli stipendi entro l’ultimo giorno del mese successivo. Nella pratica, sostengono Alessandro Cartei ed Emiliano Silvestri, della Filcams Cgil, «ha disatteso la promessa».

Service One è un’azienda di pulizie con sede in Sant’Agostino. In passato ha avuto appalti per Inpdap e Ministero della Giustizia, ora gestisce appalti di pulizie esclusivamente per privati. Tra questi, diverse aziende con sede in Sant’Agostino, dalla Call&Call alla Phone & Go. «Fino allo scorso anno - spiegano i dipendenti - eravamo una ventina di persone, molte assunte a tempo determinato, altre come noi a part time. Se ne sono andati tutti, una volta capito che non venivano pagati».

Da giugno la situazione è precipitata, i soldi non si sono più visti. Si parla di stipendi non alti, tra gli 800 e i 900 euro al mese, ma pur sempre soldi sudati. «Lo stiamo rincorrendo - afferma Silvestri - non capiamo dov’è la sede, ci dice di inviargli missive ad una cassetta della posta, e le stesse lavoratrici non riescono più a parlarci di persona ma solo tramite un consulente».

Una situazione esasperante che, su suggerimento della Filcams, le ha portate ad alcune giornate di sciopero a settembre. «In quel frangente - spiega Silvestri - Gavazzi ha pensato bene di rivolgersi ad un’agenzia interinale. A termini di legge, potevamo denunciarlo per comportamento antisindacale, in base all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori». Non l’hanno fatto, ma a novembre i lavoratori si sono rivolti alla Direzione del lavoro per recuperare le mensilità non riscosse attraverso un decreto ingiuntivo. «In quella sede - specifica Cartei - Gavazzi si è impegnato a pagare gli stipendi rateizzando le somme dovute». Duecento euro al mese in otto rate per le mensilità di giugno e luglio. «Settembre, in cui abbiamo scioperato metà mese, lo abbiamo riscosso e dell’importo rateizzato abbiamo ricevuto al momento duecento euro». Mancano anche tre mensilità e la tredicesima. «Abbiamo chiamato il titolare della Service One alla responsabilità sociale più volte. Lo facciamo ancora». In caso contrario sarà vertenza, ma le lavoratrici, scoraggiate, pensano ad un altro lavoro o «a prendere un po’ di disoccupazione».

(t.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa