Il dolore
Più controlli ai cinesi L’ex sindaco Berti guiderà la task force
La Regione ha deciso: 50 tecnici della prevenzione faranno verifiche nelle aziende orientali dopo il rogo di Prato
PISTOIA. Cinquanta ispettori e un ex sindaco: sono queste le risorse umane che ieri la Regione ha iniziato a mettere in campo per far crescere la sicurezza sul lavoro nelle aziende dell’area metropolitana, a partire da quelle del distretto tessile di Prato. I cinquanta ispettori (o meglio, “tecnici della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro”) sono inseriti nel Piano straordinario per Prato approvato ieri mattina dalla giunta regionale.
L’ex sindaco, che avrà il compito di coordinare e sovrintendere il delicato lavoro di controllo, è Renzo Berti, 56 anni, che dal maggio 2012, dopo dieci anni a Palazzo di Giano, era tornato ad occupare a tempo pieno il suo posto di dirigente dell’unità operativa Igiene, alimenti e nutrizione dell’Asl 3.
Di lui si diceva che avrebbe potuto puntare alla direzione generale di un’azienda sanitaria. Invece adesso è stato chiamato ad occuparsi della campagna straordinaria di controllo cui il presidente Rossi punta molto sul piano straordinario approvato ieri, gli attribuisce il valore di reazione dopo la tragedia del rogo all’azienda tessile cinese del Macrolotto di Prato dove morirono 7 lavoratori immigrati.
I cinquanta tecnici dovranno passare al setaccio le aziende pratesi, andando alla ricerca delle situazioni di pericolo, tipicamente i dormitori di fortuna ricavati accanto ai telai, che caratterizzano le aziende in mano agli imprenditori cinesi. Non solo a Prato, per la verità, ma anche nel territorio pistoiese, dove vi sono aziende orientali che lavorano per il distretto tessile.
Inizialmente la “task force” regionale si concentrerà però su Prato, dove la situazione è a maggior rischio e dove fortissima è ancora l’eco della tragedia di due mesi fa. Successivamente, i controlli dovrebbero estendersi all’intera area metropolitana, compresa quindi Pistoia, con l’utilizzo di altri cinquanta tecnici.
Rossi, nella riunione di giunta di ieri, ha ribadito l’esigenza di raggiungere standard di sicurezza accettabili per chi lavora nel distretto tessile. «Dobbiamo levare di torno i dormitori abusivi – ha detto Rossi – e costruire dormitori sicuri e igienici, dove si rispettino le norme senza mettere a rischio la vita dei lavoratori. Questo e' un problema di vita e di tutela dei diritti elementari delle persone. Rigireremo come un calzino i capannoni sotto il profilo della sicurezza».
«Per me si tratta di una soddisfazione ma anche di una grande responsabilità – questo il primo commento dell’ex sindaco – il progetto è complesso ma cercherò di impegnarmi al massimo per ottenere i risultati che la Regione e il presidente si attendono».
Il background professionale di Renzo Berti è quello medico, quindi è possibile che sulla decisione della Regione di puntare su di lui per il “Piano straordinario per Prato” abbia pesato molto l’esperienza amministrativa accumulata nel doppio mandato da sindaco...
«In effetti – sottolinea Berti – c’è una complessità che va oltre il discorso puramente sanitario. Quello che siamo chiamati a svolgere è un compito che riguarda problematiche sanitarie, ma anche di sicurezza, di sviluppo economico, di urbanistica. Insomma, la questione non è a 360 gradi, ma a 320 sì». Difficile approfondire ulteriormente il progetto, di cui lo stesso Berti ammette di non conoscere ancora i dettagli. Il suo incarico, comunque, sarà triennale, come la durata del piano. Durante i quali Renzo Berti lavorerà a rendere più sicura Prato ma rimarrà a tutti gli effetti un dirigente dell’Asl 3 di Pistoia.
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