Il Tirreno

Pistoia

Il filo che lega generazioni e culture diverse

Il filo che lega generazioni e culture diverse

Al via nelle scuole materne ed elementari una serie di incontri e laboratori per bambini e adulti

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QUARRATA. “Il filo che ci lega..”: curioso progetto che coinvolge bambini, genitori, nonni, educatori, maestre, per far sì che i bambini stessi, all'interno di scuole d'infanzia e scuole primarie, possano crescere imparando ed apprezzando le affinità e le diversità che esistono intorno a loro. “Vivere lento” è il motto comune, porre attenzione ed apprezzare le piccole cose quotidiane, come la cucina, il giardinaggio, le letture, l'apparecchiatura della tavola, unendo l'utile al dilettevole.

Il progetto, iniziato giovedì scorso e che terminerà a maggio, nato dalla collaborazione del Comune di Quarrata e di quello di Montale, finanziati dalla Provincia di Pistoia nell'ambito del patto territoriale di genere, ha l'obiettivo di migliorare l'offerta formativa sia da un punto di vista educativo che socio-relazionale. L'iniziativa intende dar vita a momenti di riflessione con le famiglie mediante incontri a tema ed esperienze di ogni tipo laboratoriale che coinvolgono i bambini da zero a sei anni ed i genitori; non solo, ma tutto ciò offrirà un'occasione per rafforzare il legame indissolubile tra bambini e nonni attraverso la rielaborazione di emozioni e vissuti.

«Si tratta di azioni educative rivolte da un lato a bambini e scuole, dall'altro alle famiglie -spiega Lidia Martini, assessore alle pari opportunità della Provincia -Il modo migliore per promuovere una cultura di genere è quello di lavorare con i bambini, anche molto piccoli, educandoli alla parità uomo-donna, all'interculturalità, al rispetto dell'altro. È importante sottolineare che la scuola è non solo supporto alle famiglie, ma è momento educativo essenziale».

«Il Filo che ci lega ha tanti significati -dice Lia Colzi, assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Quarrata- perché rappresenta una continuità tra nonni, genitori e figli, ma anche scambio e condivisione tra culture diverse. È bello vedere che nel progetto vi sono tanti nidi diversi, comunali e privati: i bambini sono tutti uguali». «I bambini possono giocare con niente -afferma Giada Lunghi, assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Montale- cioè possono riscoprire il giardino, le piante, le radici. C'è il progetto cucina, dove i bambini apparecchiano la tavola, fanno i camerieri. Nessuno nasce genitore: i nostri figli devono crescere in modo diverso da come siamo cresciuti noi. Bisogna insegnare ai bambini la parità tra maschio e femmina all'interno della famiglia».

Tra le varie iniziative del progetto vi è quella dei “Nonni in tour”, gruppi di pensionati che andranno nei vari asili a cantare ninne-nanne come un "filo" che collega le varie generazioni, o quella "C'era una volta un pezzo di stoffa", laboratorio di cucito dove le donne e mamme, anche di altre culture, esprimeranno tutta la loro personalità.

Alessandra Tuci

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