Il Tirreno

Pistoia

«Donazione costosa la torre di Vinacciano»

«Donazione costosa la torre di Vinacciano»

Manigrasso (Serravalle Futura) punta il dito sui 170mila euro di ristrutturazione e chiede risposte

2 MINUTI DI LETTURA





SERRAVALLE. Il Comune l’ha accolta a braccia aperte, quasi fosse un regalo di un parente: di quelli che non si possono rifiutare. Eppure, a detta del consigliere d’opposizione Gianni Manigrasso, la giunta di centrosinistra conosceva bene lo stato della torre di guardia di Vinacciano, nel Comune di Serravalle Pistoiese. Per rimetterla in sesto infatti, tra spese già fatte e spese previste, si vanno a sfiorare i «170mila euro». «Soldi – incalza Manigrasso, di Serravalle Futura – che potevano essere investiti in opere prioritarie, come la palestra per i bimbi di Masotti o quella di Casalguidi che ha il tetto in amianto, oppure spesi per ristrutturare la scuola elementare di Casalguidi, che ancora attende di essere messa a norma per l’antisismica».

Ciò su cui il consigliere punta il dito è la storia, «che ha dell’incredibile», della donazione della torre. Un passaggio dal privato al Comune che agli occhi di Serravalle Futura non è sembrato un regalo. «Il proprietario ha voluto liberarsi di un peso e la giunta glielo ha permesso» spiega Manigrasso, che ha sintetizzato la vicenda in una sorta di fiaba – diffusa ieri – in cui racconta di un «principe furbo proprietario di una antica torre diroccata» che, «aiutato da alcuni suoi fedeli consiglieri, un dì si è messo in testa di realizzare nel complesso della torre stessa una serie di interventi finalizzati al guadagno, ma, accorgendosi che la torre è troppo rovinata e, sostanzialmente, un vero e proprio peso economico e finanziario, in un atto di immensa magnanimità (ovvero per liberarsene) decide di farne dono al Re del nostro Regno piccolo piccolo ..».

«L’acquisizione – spiega Manigrasso – risale al 2009. Nel settembre 2012 ho presentato un’interrogazione sui punti “oscuri” di questa vicenda. Ora che sono stati affidati altri lavori di consolidamento pagati dalla collettività, torno ancora una volta a chiedere spiegazioni su quali siano stati gli accordi intercorsi tra la famiglia che donava la torre e il Comune, perché vi erano delle spese da sostenere. Inoltre bisogna far chiarezza sugli accordi tra l’amministrazione e la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia», che inizialmente sembrava disposta a farsi carico della ristrutturazione. «Vi era o no la fondata certezza di un supporto economico per il recupero della torre?». E ancora: «Perché prendersi in carico questo bel dono visto che lo devo sistemare con i soldi di tutti ?; perché non è stato fatto un accordo con i proprietari ed altri enti preposti per le spese di ristrutturazione, per la destinazione, per la donazione?; e perché convogliare così tanti soldi quando poi si alzano le tariffe e le tasse, come l’Imu?»(b.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web