Toscana
«Una vita spesa nell’aiuto dei più deboli»
PISTOIA. Tanti i ricordi e i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Carlo Marulli, presidente dell’Associazione mutilati invalidi civili, morto a 81 anni dopo una lunga malattia nella notte tra...
PISTOIA. Tanti i ricordi e i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Carlo Marulli, presidente dell’Associazione mutilati invalidi civili, morto a 81 anni dopo una lunga malattia nella notte tra venerdì e sabato. I funerali di Marulli si celebreranno stamani alle 10 nella chiesa della Misericordia in via del Can Bianco.
«Era venuto da fuori - scrive Giampaolo Pagliai, ex consigliere comunale - alla fine degli anni Cinquanta e svolgeva il mestiere ormai scomparso di verniciatore di pelli, aveva avuto anni difficili nel suo primo periodo pistoiese ma con il lavoro duro, l'impegno politico e la dedizione totale alla causa di migliaia di uomini e donne colpiti in vario modo nella loro integrità fisica ha simbolizzato l'orgoglio del riscatto e della dignità degli invalidi. La solidarietà tipica dei socialisti di antica memoria in Carlo si sono concretizzati in una capacità sbalorditiva di aiutare gli altri, la sua scuola è stata la vita e la determinazione dell'autodidatta che è riuscito ad essere un consulente sociale professionalmente insuperabile. Le battaglie socialiste lo hanno visto sempre in prima linea dai tempi del primo centrosinistra fino alla fine del Psi, ma Carlo non si era dato mai per vinto ed è riuscito caparbiamente a rimanere fedele ai suoi ideali fino alla fine. Per dieci anni è stato un consigliere comunale impegnato e attento alla difesa dei diritti dei disabili, mai si è piegato continuando ad essere elegante e sorridente anche quando le tragedie degli ultimi anni hanno colpito duramente la sua famiglia. Dopo la morte del figlio Giancarlo avvenuta quasi contemporanea a quella della nuora, raccolse tutte le energie residue per dedicarsi con amore ai due nipoti orfani, ma non dimenticò mai tutti gli altri che avevano bisogno di lui».
«In consiglio- scrive la Federazione pistoiese del Partito socialista - si è distinto per il buon senso, la lealtà e la coerenza politica. Nell’associazionismo ha profuso il suo impegno, e tutti coloro che avevano bisogno di lui hanno sempre trovato un interlocutore capace e attento. I socialisti chiedono che sia commemorato in un consiglio comunale aperto al quale possano intervenire sia i rappresentanti di partito che dell’associazionismo».
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