Attenzione
L’integrazione sulle piste da sci
In Val di Luce 130 fra disabili e accompagnatori per lo Ski tour della Freerider sport events
ABETONE. Ventisei ragazzi e ragazze sulle piste innevate della Val di Luce scendono con gli sci. Seduti. Sono gli allievi dello Ski tour, il corso itinerante di sci per disabili promosso dall’associazione Freerider sport events che in questo fine settimana ha fatto tappa nella stazione sciistica della Val di Luce, ormai divenuta meta fissa dello Ski tour che ogni anno tocca 12 stazioni della Penisola. Giovedì il gruppo dei 26 allievi Freerider è arrivato in Val di Luce, accompagnato da maestri, tecnici, dimostratori seduti, amici e familiari. Circa 130 persone che per tre notti hanno soggiornato al Val di Luce Resort, struttura che si contraddistingue per la completa accessibilità dei suoi spazi. Da venerdì per gli allievi è stato allenamento sul monosci o il dual ski, attrezzi formati da un guscio per la seduta fissato sopra uno o due sci. Anche quest’anno ad occuparsi dell’organizzazione logistica è stata l’Unità spinale di Firenze, presieduta da Massimiliano Banci. La Polizia di Stato – presente con la pattuglia della Val di Luce guidata dall’assistente capo Samuele Morganti, parte della pattuglia dell’Abetone e due uomini inviati dal Centro addestramento alpino di Moena – il Corpo Forestale (abilitato Cip) ed i volontari della Croce Viola hanno dato man forte, prestando assistenza ai disabili in pista. «Dal 1996 seguiamo i disabili visivi, per il cui accompagnamento il Ministero ci ha riconosciuto una specifica abilitazione – spiegano il sovrintendente Alberto Dellantonio e l’assistente capo Andrea Necchi della Polizia di Moena – dal 2009 collaboriamo con Freerider e dal 2013 abbiamo l’abilitazione per l’accompagnamento dei disabili motori. Riuscire a sciare come quando potevano utilizzare le gambe o addirittura come non avevano mai fatto prima è una grande vittoria per le persone con handicap. Per noi che le assistiamo, una gioia ancora maggiore». «Quest’anno – spiega Nicola Busata, responsabile tecnico di Freerider– ci sono 8 principianti. Questo corso è stato il loro primo approccio allo sci, tra l’altro con ottimi risultati. Un ringraziamento all’unità spinale di Firenze, al direttore della Val di Luce, Andrea Formento, al Resort, alle forze dell’ordine e ai volontari per la loro ospitalità». Quanto alla Val di Luce, si riconferma una delle stazioni sciistiche più all’avanguardia d’Italia per lo sci seduto. «Dal 2005, grazie a Freerider, abbiamo il piacere di ospitare questa manifestazione – spiega il direttore Formento – un arricchimento reciproco e soprattutto capace di risvegliare un senso di umanità fra gli utenti delle piste da sci. Il nostro sogno è di istituire, tramite la collaborazione con Freerider ed i contatti già intessuti con altre stazioni all’avanguardia su questo fronte come Madesimo, Folgaria e Roccaraso, un marchio di qualità che identifichi le stazioni sciistiche prive di barriere architettoniche e capaci di offrire servizi ai disabili». Unica nota negativa del soggiorno, la sfilza di contravvenzioni staccate dalla polizia municipale che ieri, al rientro dalla mattinata di sci, i disabili hanno trovato sulle loro auto parcheggiate a bordo pista.
Elisa Valentini
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