Il Tirreno

Pistoia

Pochi posti letto nel nuovo ospedale

Pochi posti letto nel nuovo ospedale

La denuncia dell’Intersindacale: «I ricoveri sono in aumento, e alcune stanze sono usate soltanto per le riunioni»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il modello organizzativo per intensità di cure non sta funzionando: è quanto ha detto ieri pomeriggio in quinta commissione sanità la referente dell’Intersindacale medica Maria Benvenuti, presente all’incontro con l’assessore Tina Nuti, i dirigenti Asl, sindacati, presidenti degli ordini di categoria. Non funzionerebbe perché «gli accessi in aumento al Pronto soccorso hanno come conseguenza un aumento dei ricoveri giornalieri, a fronte di una disponibilità di posti letto pressoché identica rispetto al Ceppo e diminuita nelle ultime settimane per questioni organizzative. Perché il personale è insufficiente e perché non si è ancora capito come far funzionare bene il nuovo modello organizzativo». Questo, secondo l’Intersindacale, sta causando «caos e problemi», da affrontare sedendosi intorno a un tavolo e mettendo mano - per primo - al problema del sottodimensionamento dell’organico.

Sull’aumento degli accessi al Pronto soccorso concordano anche i dati forniti dalla Asl 3due settimane fa. Non c’è uniformità sui tempi di attesa (in media, dati Asl, il 71% dei pazienti ha ricevuto assistenza nei primi 60 minuti). Secondo l’Intersindacale ci sono ancora «troppi casi di pazienti che attendono lunghe ore prima della visita. Il San Jacopo ha un appeal forte, vuoi perché è un nuovo ospedale, vuoi perché sono stati ridimensionati San Marcello e in parte Pescia. Attira pazienti da Montecatini... Questo significa più accessi giornalieri al Pronto soccorso e più ricoveri, con un numero di posti letto che non sono più sufficienti. Ci sono pazienti allocati in qualsiasi setting (reparto), pazienti “sparsi” che devi rincorrere. Il Pronto soccorso controlla dove sono posti liberi, e può capitare che pazienti “ad alta intensità” siano ricoverati in un setting con pochi infermieri e non siano seguiti adeguatamente. Allo stato attuale - afferma la rappresentante dell’Intersindacale - si fanno ricoveri fissi anche nei posti di osservazione breve». La diversa numerazione dei letti di degenza, non più in ordine progressivo ma per camera, contribuirebbe notevolmente alla confusione. I posti letto sono poi diminuiti per far spazio alle “stanze briefing”. «I banconi di lavoro nei corridoi delle aree di degenza medica e chirurgica non sono adatte per il passaggio di consegne. È come essere in un ufficio pubblico e dover parlare di cose private: la salute di una persona. Così è stata destinata una camera da ciascun setting per dare modo a medici e infermieri di passarsi le consegne in modo più discreto e meno confusionario».

I posti letto, circa 400, erano già pochi al Ceppo e ora, con i ricoveri in aumento e alcune camere prestate a zona briefing, lo sono ancora di più secondo l’Intersindacale, che chiede un confronto a tutto tondo sull’organizzazione per intensità di cure. «Modello che non sta funzionando da noi, così come a Prato»

Tiziana Gori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa