Italia
Traffico di lapidi al cimitero: sei indagati
Perquisizioni e sequestri della Guardia di Finanza, accusato di abuso d’ufficio un dipendente comunale. Peculato il reato contestato a due necrofori e a tre imprenditori del settore funebre
Perquisizioni e sequestri questa mattina nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica sul riciclaggio di lapidi e arredi funebri ai cimiteri comunali. I reati ipotizzati sono al momento quelli di peculato abuso d’ufficio, quest’ultimo contestato solo a un ispettore comunale addetto alla vigilanza sui servizi cimiteriali. Gli altri indagati sono due dipendenti (uno si è licenziato nell’ottobre scorso)della cooperativa che gestisce i servizi cimiteriali per conto del Comune e tre imprenditori del settore. L’indagine, portata avanti dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della procura è iniziata lo scorso marzo in seguito alle denunce di alcuni cittadini che si erano visti proporre lapidi a prezzi scontatissimi per le tombe dei loro cari. Denunce apparse anche sul Tirreno. Secondo gli inquirenti erano i due necrofori a gestire l’affare, recuperando le lapidi e gli arredi funebri delle riesumazioni per poi spartirli tra i tre imprenditori, che li rimettevano a nuovo. Erano gli stessi necrofori, a quanto pare, a proporre ai clienti (le persone che frequentavano i cimiteri comunali per far visita ai propri cari) tombe riciclate quasi a metà prezzo. Il dipendente comunale invece è accusato di non aver informato la procura delle segnalazioni sul traffico di lapidi che arrivavano al suo ufficio da parte di cittadini e imprenditori “onesti” del settore funebre: di tali denunce avrebbe invece avvertito, per amicizia, uno dei due necrofori indagati.
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