Sicurezza
Arrivano gli ambulatori sempre aperti
SI chiamano Aft e saranno pronti all’inizio della primavera. Lavoro coordinato fra medici di famiglia e di guardia
PISTOIA. Sono in gestazione e ci vorranno ancora un paio di mesi, forse tre, per diventare operative a tutti gli effetti. Stiamo parlando delle Aft - alla lettera associazioni funzionali territoriali. Al di là del burocratese, le Aft altro non sono che gruppi di ambulatori medici dall’orario allungato, dove medici di famiglia e guardie mediche potranno diventare intercambiabili garantire una maggiore continuità assistenziale. Fra i vantaggi, ce ne sarà uno anche “telematico”, dovuto al fatto che tutti i medici delle Aft potranno accedere alle cartelle cliniche dei pazienti. Vantaggi per il sistema sanitario: risparmio, meno accessi al pronto soccorso, meno ricoveri. Ecco in sintesi che cosa cambia a Pistoia.
In provincia sono 8. Le Aft istituite sono quelle di Pistoia 1, Pistoia 2, Montecatini, Pescia, Monsummano, Montagna, Agliana-Montale e Quarrata-Serravalle. L’Aft di Pistoia 1 avrà due ambulatori, peraltro quelli già esistenti, in via Carducci e via De Fabbri), quella di Pistoia 2 ne avrà tre: Belvedere, Adua e Porta al Borgo. In montagna gli ambulatori saranno a Piteglio, San Marcello, Abetone, Cutgliano, Marliana, Sambuca, Pracchia, Orsigna, Le Piastre e Cireglio). Nella piana, un poliambulatorio per comune nell’Aft Agliana-Montale e la stessa cosa anche nell’Aft Quarrata-Serravalle. Abbiamo detto che tutti i medici hanno l’obbligo di aderire ad un Aft e questo distingue questi nuovi organismi dalla medicina di gruppo attuata negli ultimi anni, per cui l’adesione era volontaria. A Pistoia ci sono 39 medici nell’Aft Pistoia 1 e 31 nell’Aft Pistoia 2.
Medici a disposizione per 24 ore 7 giorni la settimana. E’ questo l’aspetto più innovativo della mini-rivoluzione dell’assistenza territoriali, dovuto all’integrazione fra medici di famiglia e guardia medica. In realtà, come ci spiega il medico pistoiese Beppino Montalti, «l’obiettivo finale, che è anche quello del progetto iniziale della Regione, è di arrivare a creare ambulatori funzionanti per 12 ore. Per adesso avremo invece ambulatori di 24 ore, in quanto la guardia medica continuerà a coprire le 8 ore notturne, fra le 24 e le 8 del mattino. A organizzazione completata però, i medici di guardia potranno utilizzare quelle 8 ore per interventi dedicati a malati oncologici, terminali, anziani, assistenza domiciliare integrata o programmata a casa dei pazienti. E in questo dovrebbe avvenire la collaborazione coimedici di famiglia». L’orario di 16 ore al giorno viene definito ottimale perché si è visto che durante la notte funzionano in prevalenza le emergenze. Ma quello è un compito che dovrebbe spettare al pronto soccorso. «Nelle prossime settimane i coordinatori delle Aft, una volta eletti, dovranno seguire un corso formativo e poi dovranno iniziare a tirare le fila e omogeneizzare il lavoro dei vari medici che faranno parte delle Aft».
Le cartelle cliniche nell’unico cervellone. Già adesso all’interno della medicina di gruppi, tutti i medici possono vedere le cartelle cliniche dei pazienti. Con le Aft questa possibilità si estenderà a tutti i medici di famiglia, pediatri, guardie mediche. «Poi toccherà all’Asl adottare il passo successivo, cioé quello di unificare i software affinché tutti potranno accedere alla storia clinica dei pazienti: medici di famiglia, specialisti, infermieri, assistenti sociali e così via. Sarebbe la cosiddetta unità di cure complesse». Intanto, in questa prima fase, l’innovazione dal punto di vista dei pazienti è l’amplicamento dell’arco orario degli ambulatori e non è poco.
Francesco Albonetti
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