Toscana
Ma la Procura non nasconde la verità
Il dottor Grieco replica alle accuse dei Pierinelli in tv e annuncia: «Con Curelli avremo un incontro con i coniugi»
PISTOIA. Le durissime parole con i genitori di Mattia hanno bollato la città, non potevano certo passare inosservate. Soprattutto perché della morte del bimbo di 9 mesi si è parlato martedì sera nel corso della trasmissione Linea Gialla, programma di prima serata condotto da Salvo Sottile su La 7.
Si è parlato del Cip Ciop ma anche del decesso di Mattia all’asilo comunale. Accuse e affermazioni che hanno portato il Procuratore della Repubblica (facente funzioni) Giuseppe Grieco ad intervenire con un documento che pubblichiamo integralmente per la sua valenza.
«Intervengo nella mia qualità di Procuratore ff a seguito del programma andato in onda martedì sera sulla tv LA7. La trasmissione dedicata ai minori, ha affrontato prima il caso dell’asilo Cip e Ciop e poi la morte di Mattia Pierinelli. Ho ascoltato con sofferenza le affermazioni dei coniugi Pierinelli, una sofferenza che ha aggredito i miei sentimenti di padre e le mie convinzioni di magistrato. Difatti ho sempre ritenuto che la Procura sia un ufficio che debba non solo perseguire chi ha commesso reati, ma debba anche dare una risposta a chi ritiene esserne stato vittima e lo debba fare sempre, senza timori e senza condizionamenti. In questi anni, prima da sostituto e poi da dirigente facente funzione, ho sempre cercato di trasmettere verso l’esterno questo sentire condiviso tra tutti noi sostituti della Procura di Pistoia. Detto questo, penso che i genitori di Mattia abbiano perfettamente ragione nel combattere, anche sui media, per avere una risposta al dolore che li ha distrutti . Chiunque ritenga di aver subito un’azione lesiva per colpa di terzi, si aspetta dalla Giustizia una risposta e, se tale risposta non arriva o non corrisponde alle proprie convinzioni, è legittimo e comprensibile, che si critichi l’operato del giudice. Ma la soglia della critica legittima e costruttiva non può essere superata . Non si può cadere nella “trappola del complotto” ed affermare, come ho letto nella cronaca di ieri del Tirreno che “a Pistoia doveva restare tutto chiuso, nascosto nel cassetto”. Si tratta di accuse false , gravissime e del tutto infondate . Intraprendere la strada di incolpare indefiniti poteri malati e conniventi e tra questi metterci la Procura, non è più una critica legittima, è solo uno sterile luogo comune. Penso che trasmettere il messaggio che a Pistoia non si può trovare giustizia perché “c’è omertà e solitudine per chi chiede giustizia e vuole la verità “ è un’affermazione così generica da andare a colpire anche uno dei più scrupolosi e preparati sostituti del mio ufficio ed invero anche il Giudice delle indagini preliminari il quale accolse la richiesta di archiviazione alla luce di quanto era emerso . Parlo del dr Curreli, il quale si occupa dei reati contro le fasce deboli da diversi anni ed è da sempre , promotore di iniziative volte a contrastare tali reati; il dr Currelli ha seguito il caso affidandosi per le indagini ad un reparto dei Carabinieri di alta specializzazione , quale il Nas di Firenze; reparto che, nel giro di pochi mesi, ha depositato le indagini conclusive dopo aver ascoltato con grande attenzione tutte le persone informate dei fatti , comprese le maestre presenti nell’asilo il giorno della tragedia . In conclusione , voglio solo aggiungere che ho sempre fatto molto affidamento su di un confronto diretto e senza pregiudizi tra le parti , soprattutto con le persone offese, le quali possono sollecitare la Procura al compimento di atti di indagine ed indicare mezzi di prova .
Il confronto può permettere di superare diffidenze stratificate e spesso poco costruttive , soprattutto se gli interessi dovrebbero avere un comune obiettivo . Seguendo così la linea intrapresa dal mio ufficio incontrando il comitato della Comunità montana e poi quello dell’inceneritore di Montale , il dr Curreli ed io incontreremo la prossima settimana i signori Pierinelli ( invero era un incontro già fissato nei giorni trascorsi ) .
«Sono sicuro – conclude il Procuratore Grieco – che condivideremo la convinzione che , in questa Procura , non ci sono cassetti chiusi e che ci accomuna il percorso della ricerca della verità , di fronte al quale , nessuno di noi , si è mai tirato indietro» .
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