Toscana
Padre accusa: pista senza protezione
Stefano Balducci: «Mia figlia è precipitata nel torrente perché alle Tre Potenze non c’era la rete»
ABETONE. «A sciare si può cadere, ma ci vorrebbe più attenzione da parte dei gestori per rendere le piste più sicure». Chi scrive è Stefano Balducci, padre di Martina Balducci, la snowbordista 32enne residente a Pontedera che lo scorso 29 dicembre era rimasta coinvolta in un incidente sulla pista delle Tre Potenze nella stazione sciistica della Val di Luce. La notizia dell’incidente accaduto e dei soccorsi prestati alla Balducci, poi trasportata all’ospedale di Pisa a bordo dell’elicottero Pegaso atterrato direttamente in pista, fu pubblicata il giorno successivo sulla cronaca de Il Tirreno. Quel giorno la donna stava sciando con un gruppo di amici. Erano circa le 15.45 quando, giunta in prossimità dell'incrocio a metà del tracciato Tre Potenze, la sciatrice perse il controllo della tavola da snowboard finendo nella scarpata adiacente alla pista. La caduta, per circa 20 metri, si arrestò soltanto sul letto del piccolo torrente che corre sul fondo della gola, profonda una decina di metri. Soccorsa dalla polizia di Stato, assieme ai volontari Avssat ed il Soccorso Alpino, la donna fu ricoverata con traumi al tronco ed una frattura al braccio sinistro. «Adesso le condizioni di mia figlia sono stabili - scrive il padre, Stefano Balducci - ha subito diversi traumi che la terranno ancora a lungo a riposo, ma possiamo dire che nonostante tutto è andata bene. Vorrei però evidenziare - prosegue Balducci - che quando succedono questi incidenti, ed ultimamente ne sono successi spesso, non possiamo dire che è stata solo fatalità o sfortuna, ma ci sono a mio avviso precise responsabilità dei gestori delle piste. Bastava una rete di protezione o più semplicemente un bordo di neve rialzato lungo pista per evitare la caduta nel dirupo». «Come sanno bene gli appassionati che frequentano le stazioni sciistiche della Montagna pistoiese - scrive ancora il padre della ragazza - le condizioni particolari delle neve in queste località sono spesso difficili a causa del ghiaccio e delle neve sfatta che possono facilmente causare cadute o scivolamenti. Ma da una semplice caduta sulla pista non si può finire in un dirupo di 20 metri e dentro un torrente perché non ci sono protezioni, questo non è ammissibile». «Spero che questa lettera aperta - conclude poi Balducci - serva per sensibilizzare chi di dovere a mantenere alta la sicurezza dei molti appassionati di sci che, malgrado quello che ci è successo, ritengo ancora un’attività sportiva stupenda».
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