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Pistoia

Migliaccio rischia di tornare clochard

Migliaccio rischia di tornare clochard

A giugno commosse la città quando fu salvato in un rifugio di fortuna all’ex Breda. Ora sta meglio ma non ha un tetto

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PISTOIA. La sua storia aveva colpito l’opinione pubblica nello scorso mese di giugno più per la gara di solidarietà messa in atto da chi lo conosce da una vita piuttosto che dall’impegno concreto delle istituzioni. E così Cristofaro Migliaccio, 66enne clochard napoletano ma oramai pistoiese d’adozione, era stato salvato per miracolo da Corsino Corsini ed altre persone di porta Lucchese da una morte sicura: con un femore rotto si era rinchiuso nella sua tana all’interno dell’abbandonata palazzina Coppedè nell’area ex Breda e lì c’era rimasto per sei giorni e sei notti senza bere né mangiare. Una volta salvato in extremis, fu portato d’urgenza in ospedale ed operato prima di iniziare una lenta riabilitazione.

Adesso Cristofaro sta meglio e dopo quasi cinque mesi di permanenza al centro “Turati” di Gavinana è stato riportato a Pistoia. Ovviamente da Corsino Corsini, onnipresente al suo fianco ma, come succede sempre in queste storie, il lieto fine sembra essere ancora lontano.

Il problema dell’uomo, infatti, è quello di non avere con sé documenti, una residenza, un dottore, una famiglia. Insomma, dimenticato da tutto e da tutti. Ed allora, visto che nel centro di Gavinana non vi poteva rimanere per il resto dei suoi giorni, si è deciso di attuare una nuova strada. «Ho parlato con Marcello Suppressa per cercare di trovargli una sistemazione all’interno della Caritas - ci racconta lo stesso Corsino Corsini - visto che, una volta finita la degenza a Gavinana che è stata allungata anche più del previsto proprio per evitare che finisse di nuovo in una strada, non sapeva dove andare. Ci troviamo sempre di fronte a tante beghe burocratiche che stiamo cercando di risolvere, anche se vorrei essere meno solo in questa battaglia. In questi mesi, infatti, nonostante qualche incontro anche con i politici locali niente si è mosso per Cristofaro che ora rischia di tornare alla vecchia vita e, viste le sue condizioni di salute, non sarebbe proprio l’ideale».

In questi giorni si sta cercando di metterlo in regola dal punto di vista burocratico: è arrivata la nuova carta d’identità con tanto di residenza in via Remo Cerini (come stabilito dal sindaco Bertinelli per tutti quelli senza fissa dimora, ricordando uno storico personaggio pistoiese) e la richiesta per avere il medico della mutua che lo possa assistere nei momenti di necessità.

«Alla Caritas rimarrà una quindicina di giorni - conclude Corsini - però resta il dubbio di quel che succederà poi: se niente si smuove c’è il rischio che Cristofaro sia addirittura costretto a tornare nel suo vecchio rifugio nell’ex Breda e per un uomo che è stato operato al femore e che si muove con un bastone per camminare autonomamente sarebbe molto pericoloso». La speranza è che questo nuovo appello possa servire a smuovere le acque, una volta per tutte.

Saverio Melegari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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