Italia
«Azienda affetta da nanismo? Il management è di Finmeccanica»
Bini (Pd) attacca l’ad Pansa. Su AnsaldoBreda interviene anche Fratoni, che chiede un intervento immediato del governo
«Pansa parla di nanismo dell'azienda. Questione senz'altro vera - afferma la deputata del Pd Caterina Bini - rispetto a tutti i principali competitors europei e mondiali. Come mai, visto che dieci anni fa circa eravamo tra i principali players a livello internazionale, le altre aziende sono cresciute a dismisura e noi siamo rimasti fermi facendo crescere solo il debito? Di chi sono le responsabilità? Degli operai o di chi l'azienda l'ha guidata?».
Così Caterina Bini, deputata del Pd e membro della Commissione attività produttive della Camera, in merito alle dichiarazioni di ieri dell'ad di Finmeccanica Pansa, che ha confermato di voler mettere in vendita AnsaldoBreda. «Per anni - prosegue Bini - abbiamo visto management susseguirsi, sostenere che la colpa era dei precedenti e lasciare le cose peggio di come le avevano trovate. Perché Finmeccanica, al netto dell'amministratore delegato Manfellotto che pare di altra qualità, ha mandato sempre alla guida di questa azienda persone a fine carriera, non dando la sensazione di investire realmente in questa impresa e limitandosi in modo assistenzialistico a ripianare il debito, solo per tenere un ramoscello di civile per abbellire il vero business, quello militare?».
«Queste cose - aggiunge Bini - Queste cose le chiederò a Pansa in commissione appena sarà riconvocata. Spero di avere delle risposte».
In merito alle dichiarazioni di Pansa la presidente della Provincia Federica Fratoni (nella foto) ha postato un commento sul suo profilo Facebook: «Sulla questione Ansaldobreda. Non stupiscono più le affermazioni dell’ad di Finmeccanica, Alessandro Pansa, che anche ieri ha ribadito la volontà di procedere alla vendita di Ansaldobreda. Dichiarazioni gravi, che non solo danneggiano l’immagine dell’azienda ma continuano a gettare forti preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e sulle prospettive produttive del territorio. Solo su un punto posso essere d’accordo, che l’azienda ha bisogno di crescere nei numeri; ma per farlo sono necessari nuovi progetti, nuove collaborazioni e nuovi investimenti in innovazione e ricerca. Adesso è la politica che deve scendere in campo e fare responsabilmente la sua parte. Il Governo è chiamato con urgenza a portare avanti la volontà, già manifestata dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, di restituire a questo Paese una politica industriale degna di questo nome, con particolare attenzione a un settore strategico come quello del trasporto ferroviario. Ansaldobreda ha dimostrato più volte di essere competitiva in questo campo, non ultimo con l’aggiudicazione della gara di Trenitalia, e non può costituire un alibi per sfuggire alle responsabilità di un managment incapace negli anni di costruire una prospettiva di crescita a breve e a lungo termine.
E’ ovvio che in mancanza di un ruolo forte della politica, teso a tutelare il bene comune, non possono che prevalere le spinte speculative dei fondi di investimento internazionali che detengono il 70% di Finmeccanica. Leggo, pertanto, come segnale positivo la presenza del Governo al tavolo tecnico con Finmeccanica e i sindacati, ma è necessario che sia una presenza assolutamente fattiva, per non disperdere il patrimonio di eccellenze fin qui maturato e, allo stesso tempo, portare avanti il progetto di un polo nazionale dei trasporti più volte annunciato, dove Ansaldobreda non può che essere parte integrante».
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