Il dolore
«Si scordino lo spacchettamento di Breda»
Oggi nuovo incontro al Ministero dello sviluppo economico, la Uilm ribadisce la posizione dei sindacati
PISTOIA. Nuova riunione, oggi, al Ministero dello sviluppo economico, a Roma, per parlare della situazione del gruppo ferroviario AnsaldoBreda. Sul tavolo ci sarà soprattutto la situazione dello stabilimento di Palermo (dove Finmeccanica ha appena ritirato le procedure di cassa integrazione aperte per 147 dei 151 dipendenti), ma inevitabilmente si parlerà anche del resto del gruppo, cioè i siti produttivi di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Del resto sono stati proprio i sindacati metalmeccanici a pretendere un approccio a livello di gruppo sulla questione dei carichi di lavoro, per ribadire l’unitarietà dell’azienda di fronte ai progetti di Finmeccanica di “spacchettarla” collocando i siti con meno problemi e le produzioni più redditizie in una nuova azienda (la “Inmove”) da collocare poi sul mercato.
«Insensato» è il giudizio su questo piano ribadito anche ieri dal segretario Uilm della Liguria Antonio Apa. «Finmeccanica – aggiunge – per un piatto di lenticchie mette sul mercato gli asset del civile, questo progetto se lo deve levare dalla testa».
Invece la proposta dei sindacati è quella di «creare un polo del settore trasporti. La Uilm insiste, non da oggi, sull'opportunità di creare una holding con Cassa depositi e prestiti, affidata a Fintecna e dopo la messa in sicurezza di Ansaldo energia è necessario mettere altrettanto in sicurezza Ansaldo Sts e Ansaldo Breda nell'ambito di questa holding aperta successivamente a Fincantieri».
Secondo il sindacalista, se si vede la possibilità di un rilancio di AnsaldoBreda da parte di aziende estere «allora lo possiamo fare anche noi. Basta rimboccarsi le maniche, fare investimenti e scelte coraggiose. Se lasceremo andare questi importanti presidi industriali l'Italia rischia di essere estromessa dal circuito dello sviluppo».
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