Sicurezza
“Il baro” di Caravaggio non ha attirato i visitatori
Presenze dimezzate rispetto all’esposizione del 2011, durata solo 3 settimane L’assessore: «Donazioni più contenute anche dagli sponsor, forse per la crisi»
MONTALE. Si è conclusa con 5500 presenze la mostra dal titolo “Il giuoco al tempo di Caravaggio”. Il salone delle feste di villa Smilea, che dal 7 dicembre al 6 gennaio ha ospitato l’evento, ha accolto questa domenica tutti i volontari che hanno dato un contributo all’iniziativa. Sono stati circa 300, di varie fasce d’età, non tutti residenti a Montale. C’è chi ha messo a disposizione un’ora, chi un’intera giornata per fornire assistenza ai visitatori. Il tutto senza pretendere niente in cambio. L’unico compenso, se lo vogliamo chiamare così, è stata la soddisfazione di sapere che ogni biglietto venduto avrebbe fatto del bene ai bambini assistiti dall’associazione “Un Cuore Un Mondo” di Massa e dall’ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze.
Il tema scelto, il gioco appunto, ben si prestava a rappresentare quel mondo spensierato che domina l’infanzia e la fanciullezza. Nelle otto sale espositive erano state allestite una trentina di opere di maestri caravaggeschi, oltre ad alcuni giochi particolarmente in voga nei secoli passati. Il piatto forte doveva essere “Il baro”, un’opera attribuita allo stesso Caravaggio. Sulla sua paternità, però, gli studiosi sono ancora divisi. Calato il sipario su questo importante evento che ha investito Montale, ha inizio il tempo dei bilanci.
L’esposizione ha dimostrato di avere luci ed ombre, in perfetta sintonia con lo spirito irrequieto che animava Caravaggio. Rispetto alla mostra organizzata nel 2011, sempre sotto il segno del maestro lombardo, il numero dei visitatori è calato drasticamente. Due anni fa, infatti, si registrarono circa 9500 presenze in appena 11 giorni. Nel triplo del tempo, quest’anno, si è avuto addirittura un calo di 4mila visitatori. Un grande interesse è stato dimostrato dalle scolaresche che, provenienti da Montale, Agliana, Pistoia e Pisa, hanno portato a villa Smilea circa 750 ragazzi. Anche i laboratori didattici tenuti dall’associazione Orecchio Acerbo hanno riscosso un buon successo: alle sei giornate in programma hanno partecipato circa 250 bambini. «Numerose aziende ci hanno sostenuto, come già nel 2011. – afferma l’assessore alla cultura Dino Polvani – Stavolta, però, le donazioni da parte degli sponsor sono state più contenute. C’è chi, per esempio, due anni fa aveva fatto una donazione di 2mila euro, mentre quest’anno si è limitato ad offrirne 500 euro».
Un importante contributo è stato offerto dalla fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e dalla Regione, che non si è accontentata di dare un sostegno morale con il patrocinio ma ha voluto consegnare agli organizzatori un consistente contributo finanziario. Sarà forse che gli italiani non sono un popolo capace di dare il giusto valore alla cultura, ma non è da escludere neppure che in tempi di crisi preferiscano tagliare ciò che rispetto all’economia domestica appare superfluo. Come nel 2011, anche quest’anno numerose strutture ricettive hanno dato la loro disponibilità ad applicare sconti a chi si presentasse con il biglietto della mostra. Ma gli effetti positivi sul turismo locale si stentano a vedere. “Nonostante lo sconto del 15% non abbiamo avuto nuovi clienti, neppure di passaggio” dichiara il proprietario del ristorante “I Colli” di Tobbiana. E il gestore de “Il Fienile” di Fognano lamenta una comunicazione inefficace: “Spesso abbiamo ricevuto la visita di clienti che erano completamente ignari della mostra. Li abbiamo messi noi al corrente e, dopo Natale, abbiamo anche provveduto ad informare il sindaco”.
Massimo Vitulano
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