Protestano le aziende edili senza discarica
Dopo la chiusura dell’Oppiaccio le ditte sono costrette a portare gli inerti a Pistoia o Bagni di Lucca
MARCELLO. Un grosso problema che incide sull'economia del comune di San Marcello è quello della discarica dei rifiuti edili. Dopo la chiusura in aprile della stazione di conferimento all’Oppiaccio, le aziende edili si vedono costrette a trasportare a Pistoia o a Bagni di Lucca i calcinacci e i residui delle loro lavorazioni con il conseguente aumento di costi. Ma non è solo il caso delle aziende edili perché c'è anche quello dei privati e della aziende rivenditrici di materiali edili, come la ditta Fronzaroli Mario di Monte Oppio che in questi giorni ha dovuto trasportare a Bagni di Lucca una certa quantità di materiali. «Carica e scarica materiali qualcosa sempre va rotto - dice Lia Fronzaroli socia della ditta - ed è necessario accumularla qui nell'azienda e poi trasportarla. Si deve pagare sia lo smaltimento, ma soprattutto il viaggio di andata e ritorno. Questo costituisce un aggravio dei costi rispetto a quando la trasportavamo a poche centinaia di metri». Ma poi ci sono episodi che sembrano emblematici di una situazione che a volte sfiora il paradosso «È una situazione drammatica - dice Francesco Susini della Costruzioni edili Susini - Questa estate dovevamo rifare un piccolo bagno in un condominio a Maresca, il materiale che ricaviamo dal vecchio bagno, come mattonelle e pochi altri calcinacci, non è più di tre o quattro carrettate di roba, dove la mettiamo essendo in un condominio privo anche del giardino dove non è quindi possibile mettere nemmeno un cassone? Dobbiamo trasferire a Pistoia. Naturalmente una piccola quantità da smaltire viene proporzionalmente a costare di più. Sono molte le occasioni simili a questa. Lavorare in queste condizioni si fa sempre più difficile. È auspicabile che questa cosa venga presto risolta». Analoghe dichiarazioni ci ha fatto la Ditta Edile Fratelli Cinotti:«È un problema che va risolto, prima è e meglio è». Ci siamo rivolti al sindaco di San Marcello Silvia Cormio e all'ufficio tecnico competente illustrando la situazione. Il sindaco: «La stazione dell'Oppiaccio è stata chiusa dall' Arpat perché c'erano depositate quantità di materiale superiore a quelle che poteva accogliere. Sono ora in corso verifiche e non sappiamo con esattezza quando l'impianto potrà essere riaperto». Mentre l'ufficio ha risposto che effettivamente nel regolamento non sono indicate le quantità conferibili da una singola ditta e quindi che si sta rivedendo il regolamento stesso per aggiornarlo alle odierne normative. Oltre questo ha fatto sapere che l'ufficio sta preparando gli atti per esternalizzare il servizio. Cioè sarà indetta una gara per passare ai privati tutto l'impianto il cui sito potrà essere riconfermato dov'è attualmente oppure, secondo le scelte che il privato potrà fare, l'impianto sarà trasferito in altri luoghi magari lontani da San Marcello?
Sauro Romagnani
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