Lutto
Niente soldi per gli affitti, boom di sfratti
In provincia aumentano e superano i 500 l’anno. Il Sunia accusa il Comune di immobilismo e la Spes («risanamento fallito»)
PISTOIA. Aumentano gli sfratti in provincia ma crollano quelli per finita locazione. In poche parole, oggi le famiglie vengono sfrattate quasi esclusivamente per morosità, cioè perché non pagano l’affitto, mentre coloro che devono andarsene da casa per necessità del proprietario o perché scade il contratto d’affitto, costituiscono ormai un numero residuale. Sono i dati ministeriali commentati dal Sunia, che coglie l’occasione per attaccare il Comune sulle politiche per la casa e la Spes sulla gestione dell’edilizia popolare.
Sfratti in aumento del 5%. Nel 2012 (ultimi dati disponibili) in provincia si sono avuti 548 provvedimenti di sfratto, di cui 532 per morosità. L’anno precedente, i provvedimenti complessivi erano stati 523 (il 5% in meno), quelli per morosità 503. Per quanto riguarda la sola Pistoia, i provvedimenti di sfratto passano da 132 a 147, quelli per morosità da 125 a 136.
Crollano gli sfratti esecutivi (-30%). Un aspetto singolare è che, mentre aumentano gli sfratti per morosità, diminuiscono le esecuzioni effettive, ovvero quando l’ufficiale si presenta effettivamente alla porta. Infatti, in tutta la provincia si è passati dalle 330 esecuzioni del 2011 alle 231 del 2012, con una variazione importante del 30%. Le ragioni di questa singolare contraddizione sono da imputare, secondo il segretario del Sunia Davide Innocenti, a vari fattori, fra cui le proroghe delle esecuzioni, il fatto che molti preferiscono rivolgersi ad altri comuni più piccoli, come quelli montani e alla “fuga” di molti immigrati che non ce la fanno a trovare soluzioni più economiche.
L’immobilismo del Comune sul fronte casa. «Riponevamo molte speranze nella giunta Bertinelli, ma il bilancio di questo primo anno dell’assessorato di Tina Nuti e dell’ufficio casa, è sconfortante - dice Innocenti – Abbiamo assistito ad una serie di occasioni perse, siamo quasi all’immobilismo. Cinque, in particolare, sono state queste occasioni perse. La commissione di contrasto per il disagio abitativo istituita dalla Regione per favorire soluzioni che consentano di mantenere la casa e una graduazione degli sfratti, si è riunita una volta sola, il giorno in cui si è costituita. Il lode pistoiese, capitanato dal comune di Pistoia, è l’unico in Toscana a non aver ratificato l’accordo di programma per attivare interventi speciali di recupero ed incremento di alloggi Erp. Questo, ovviamente, significa che non abbiamo potuto beneficiare di una parte dei 90 milioni stanziati dalla Regione per questo scopo.
Burocrazia: su 400 domande solo 7 idonee. Si passa così alla terza occasione persa: nel 2007 Comune e sindacati hanno firmato un accordo per il recupero di 15 alloggi a canone concertato nel centro storico. Nonostante il bando del Comune risalga al 2010, sono state assegnate soltanto due case. Aggiungiamoci quanto è successo, è cronaca di questi giorni, per gli alloggi riservati ad anziani e giovani coppie alle Fornaci. Il patto per la casa firmato a luglio è ancora lettera morta. Infine, abbiamo notato un appesantimento della burocrazia degli uffici e della documentazione da presentare. Un esempio viene dalla gestione del bando sui contributi per gli affitti: su 400 domande presentate in agosto solo 7 erano complete. Possibile? Si fanno bandi di soli 15 giorni per presentare la domanda. Si vessano i cittadini che hanno più bisogno, ma la burocrazia è un aggravio di costo per tutta la collettività».
Spes: fallito il risanamento. «L’obiettivo del risanamento che si era prefissato Marini è fallito. Con 20-22 dipendenti e la sola riscossione di canoni bassi, la società non ce la fa a rientrare nei costi e non riesce a fare le manutenzioni che occorrono. Occorre una forte operazione di spending rewiev a partire dai tanti piccoli sprechi».
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