Il Tirreno

Pistoia

Lasciato nel fango e senza cibo il cane viene salvato dai vicini

di Alessandra Tuci
Lasciato nel fango e senza cibo il cane viene salvato dai vicini

L’animale è sopravvissuto nel giardino-prigione grazie a una donna che gli passava il cibo sotto la rete Ora è al Rifugio di via Agati e sta bene. Accanto a lui la carcassa del compagno, morto da tempo

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PISTOIA. Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo. Spesso non si può dire il contrario, visto ciò che è accaduto ad un setter custodito nel giardino di una casa sulla via Fiorentina, a Bottegone. Il cane viveva in un piccolo recinto davanti alla porta di ingresso dell’abitazione e fin qui tutto sembrerebbe normale. Ciò che fa accapponare la pelle sono le condizioni in cui l’animale era costretto a vivere: spazio estremamente ristretto, cuccia immersa nel fango e nella pioggia di questi giorni, escrementi ovunque, rifiuti, spazzatura, vetri e pezzi di plastica. Asl e vigili urbani, ripetutamente chiamati dai vicini, sono giunti sul luogo e hanno portato via l’animale che adesso si trova al Rifugio del cane di via Agati.

La parrucchiera che ha il negozio accanto all’abitazione e che è anche vicina di casa, parla allibita della vicenda, già segnalata da diverso tempo alle istituzioni competenti. «Il cane ha sempre vissuto lì, in quel piccolo recinto, con tutto quello sporco intorno e non veniva nutrito - racconta la donna - a dargli da mangiare era un’altra vicina di casa, che, attraverso la rete che separa le due abitazioni, dava del cibo al povero animale attraverso un cucchiaio. L’unica persona che si occupasse della bestiola indifesa. Il cane faceva i suoi bisogni lì, viveva in quel sudicio e non veniva mai pulito né, appunto, nutrito».

Ma la vicenda non finisce qui. La parrucchiera racconta di un altro cane, sempre tenuto nel solito angusto posto, che è morto da qualche tempo e la cui carcassa è ancora lì, in mezzo al fango, in stato di decomposizione.

«Questo animale sarà morto da più di un anno - mi racconta la parrucchiera - non so dove fosse stato portato o nascosto, ma ora il corpo è lì da qualche giorno».

Sotto la cuccia si vede benissimo una buca profonda. «Forse era stato seppellito lì - commenta la donna - ma non sappiamo come sia di nuovo riapparso».

Una delle responsabili del canile gestito dall’Enpa afferma che il cane “salvato” e sottratto da quel luogo di orrore si trova adesso al canile e sembra in buone condizioni di salute.

«Più volte abbiamo fatto esposti per chiedere che il cane ancora in vita fosse prelevato, poiché tante erano state le segnalazioni anonime di maltrattamenti. Ora per fortuna il cane è qui e noi abbiamo chiesto ed ottenuto la diffida affinchè il proprietario non possa più tenere animali».

Il setter potrà anche trovare una famiglia che lo adotti. Sembra infatti che la vicina che lo nutriva attraverso la recinzione abbia chiesto l’adozione a distanza dell’animale, donando 15euro mensili al canile per la salvaguardia e la cura della povera bestiola indifesa.

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