Sicurezza
Al sindaco uscente la sfida arriva da Giacomo Mangoni
L’imprenditore alle primarie Pd contro Ciampolini appoggiato anche Fanucci, Fratoni e l’ex Magnanensi
AGLIANA. Tra le carte da giocarsi nella corsa a sindaco, ha i suoi trent’anni, un curriculum che farebbe impallidire molti dei politici in carica e una promessa: «Oggi Agliana riparte». Si presenta così Giacomo Mangoni, il candidato alle primarie del Pd che il 9 marzo sfiderà il primo cittadino uscente, Eleanna Ciampolini, in vista delle prossime elezioni comunali.
A sostenerlo ci sono l’onorevole Edoardo Fanucci e la presidente della Provincia Federica Fratoni. C’è anche l’assessore provinciale ed ex sindaco di Agliana Paolo Magnanensi, che durante il suo mandato delegò assessorati chiave come Lavori pubblici e Ambiente proprio alla Ciampolini, fino ad appoggiarla alle elezioni (vinte) del 2009.
«Le sue scelte – dice Magnanensi sul sindaco in carica – sono condivisibili in linea di massima, ma non al cento per cento. Questa attenzione al lavoro che rivendica Giacomo (Mangoni, ndr) non mi sembra di averla vista ad Agliana negli ultimi anni».
Ed è proprio il lavoro il primo punto del programma elettorale del neocandidato del centrosinistra. Non a caso, per la presentazione di ieri è stata scelta l’ex mostra di mobili Fantacci. Mangoni è alle prime armi con la politica (e anche questa, forse, oggi è una buona carta) ed è stato scelto dal partito «per la sua formazione e per il suo valore umano» e in seguito «a quel percorso di rinnovamento e cambiamento che si è aperto anche ad Agliana, dove Renzi ha vinto con l’83,7% le ultime primarie».
Il battesimo ufficiale Mangoni l’ha avuto proprio quando ha fondato il Comitato “Agliana cambia verso con Matteo Renzi”. Negli ultimi anni ha vissuto più all’estero che in Italia. Una laurea in Scienze politiche, due master in ambito economico conseguiti – si legge nella biografia - alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano e all’Università della Svizzera italiana, un’esperienza a Cambridge in vista della stesura della tesi di laurea, corsi di approfondimento all’Università di Bruxelles e al centro studi bancari di Lugano. Ma il candidato, a quanto pare, non ha “solo” studiato. E’ reduce (sempre dalla biografia) da un triennio di lavoro in un istituto bancario svizzero. Ora che è tornato a casa, si occupa di amministrazione e contabilità all’interno dell’azienda di famiglia, la VytaSole di Agliana, che distribuisce verdure cotte tra Pistoia, Prato e Firenze.
« Il Comune – dice – deve lottare per favorire la crescita e lo sviluppo, facilitando la vita a chi lavora e a chi vuol creare aziende. La politica nuova – continua – deve esser fatta da persone nuove, per questo serve un grande patto generazionale. Qui oggi si cambia, e si cambia tutto. Mettiamo un grande punto alla vecchia stagione politica. I partigiani 20enni hanno costruito questa Repubblica: fidatevi dei giovani».
Tra i punti concreti emersi ieri in risposta alle domande della sala ci sono la dismissione dell’inceneritore di Montale una volta rientrati con gli investimenti fatti (non è stata data una tempistica precisa); un piano che blocchi la tassa sui rifiuti per il primo anno di attività delle imprese; il dialogo e la collaborazione con i Comuni vicini per incidere sulle scelte prese dagli altri livelli; la rivitalizzazione del centro aglianese; la ridistribuzione del reddito.
Ad aprire alla possibilità delle primarie nonostante sia alla fine del suo primo mandato, lo ricordiamo, è stata il sindaco Ciampolini.
Beatrice Faragli
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