Sicurezza
«Piangiamo un altro innocente»
Simone Gianni, cugino di Silvia: «Una ferita riaperta, ma non sono stupito»
PISTOIA. Fin da bambino alle Casermette, quartiere nel quale è nato e cresciuto, il soprannome di Gianluca Lotti era “pane” perché tutti lo ritenevano bravissimo e non una persona in grado, successivamente, di ammazzare la fidanzata nel 1998 e adesso il compagno di camera in una casa famiglia. E per chi questo dramma l’ha già vissuto, vale a dire la famiglia di Silvia Gianni trovata morta in una stradina a lato di via della Quiete 16 anni fa, sentire questa nuova notizia ha l’aria di una mazzata.
Abbiamo raggiunto il cugino di Silvia, Simone, fra l’altro molto conosciuto in città perché è uno dei cavalieri storici della Giostra dell’Orso e da sempre corre con i colori del Drago oltre ad essere portiere di una squadra amatoriale di calcio. A Simone la notizia l’abbiamo data noi e, dopo un primo attimo di normale smarrimento, ha cercato di analizzare quanto successo. «Non posso credere che sia tornato ad ammazzare – dice Simone Gianni – e questo episodio me lo riporta alla mente dopo 16 anni di dimenticatoio. Non posso cancellare quello che ha fatto a mia cugina ma, proprio per quello, fin dopo la sua morte decisi che su questa persona avrei steso un velo pietoso per poter andare avanti. La scomparsa di Silvia ha segnato la vita di tutta la nostra famiglia ed in particolar modo quella dei miei zii, cioè i suoi genitori».
Forse in questi casi, la rimozione della persona che ti ha fatto così male può essere un modo per provare a ripartire. «Non ho più voluto sapere niente di lui – prosegue Simone Gianni – non sapevo che fine avesse fatto. Però, avendolo conosciuto quando era il fidanzato di Silvia posso dire che non mi stupisco di questo nuovo episodio e mi chiedo se la precedente sentenza sia stata giusta oppure no. Sicuramente, se le cose erano andate diversamente, adesso non eravamo qui a piangere la morte di un’altra persona innocente».
I genitori di Silvia adesso sono anziani ma non hanno dimenticato quel che di male Gianluca Lotti ha fatto alla propria figlia. «Com’è normale che sia – conclude il cugino di Silvia – la loro vita è cambiata e soprattutto mia zia ha sentito tantissimo la perdita della figlia. Pensi sempre che il tempo possa cancellare quel che di male ti è stato fatto, ma poi basta un attimo e tutto ti torna davanti agli occhi. Io ho avuto pochi incontri con Gianluca all’epoca, ma mi erano bastati per capire che era meglio stargli alla larga».
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